F1: il Gran Premio di Singapore dal punto di vista dei pneumatici

OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 secondo i TEST Gomme del TCS

Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Bridgestone Turanza T005

★★★★

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Vredestein Sportrac 5

★★★★

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Michelin Crossclimate +

★★★

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Goodyear Efficient Grip Performance

★★★

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Firestone Roadhawk

★★★

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Kumho Ecowing ES01

★★★

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Maxxis Mecotra 3

★★★

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Toyo Proxes CF2

★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★

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Falken Ziex ZE310 Ecorun

★★★

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Semperit Comfort-Life 2

★★★

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Giti GitiSynergy E1

★★★

Petlas Imperium PT515

★★★

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Hankook Kinergy Eco 2

★★★

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Pirelli Cinturato P1 Verde

★★★

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Linglong Green-Max HP010

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 - TEST Gomme del TCS

Il Marina Bay Circuit è anche uno dei tracciati più lunghi dell’anno: i 61 giri sui 5,073 chilometri del circuito dovrebbero arrivare a sfiorare il limite massimo di gara di due ore. Benché Singapore sia nota per i suoi livelli elevati di umidità, finora non è mai piovuto durante il gran premio, entrato in calendario nel 2008. Ma le previsioni meteo indicano un’alta probabilità di pioggia durante questo fine settimana, per cui potrebbero entrare in azione anche gli pneumatici Pirelli P Zero Orange wet e P Zero Blue intermedi. Il circuito è rimasto invariato rispetto allo scorso anno, eccetto alcuni lievi interventi al cordolo della curva 2. Ecco alcuni dei punti più impegnativi del tracciato, dal punto di vista degli pneumatici.

Il circuito di Singapore

La Memorial Corner è in fondo al rettilineo più lungo del giro. La velocità di punta toccata in rettilineo è di circa 300 km/h, con le monoposto che generano livelli estremamente elevati di carico aerodinamico che si ripercuotono sugli pneumatici. La staccata è di 104 metri, con una decelerazione di 4G, su una superficie sconnessa che destabilizza la monoposto. Gli pneumatici anteriori sopportano un carico equivalente a 600 chilogrammi e devono garantire aderenza, direzionalità e precisione nella sterzata. Un’altra curva famosa è la Singapore Sling. Per tagliare il raggio di curvatura, i piloti aggrediscono i cordoli. Gli pneumatici li affrontano a 130 km/h, sopportando sollecitazioni estreme, filtrando e riducendo gli scuotimenti verticali della monoposto e aiutando le sospensioni ad assorbire le asperità. Breve rettilineo da 250 km/h, seguito dalle ultime due curve, caratterizzate da un raggio di curvatura unico. Entrando nella curva finale, lo pneumatico anteriore destro deve garantire la miglior precisione possibile per mantenere la traiettoria ideale. A metà curva, i piloti spalancano il gas, con l’anteriore destro incaricato di scaricare a terra tutta la potenza del motore. Viste le numerose curve che caratterizzano il circuito di Marina Bay, ben 23, una delle cause principali del degrado degli pneumatici è il pattinamento. Le mescole più morbide nella gamma P Zero sono le più efficaci in termini di trazione, un altro motivo importante per cui sono state scelte per Singapore.

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Pneumatici wet in notturna

Se nel corso del weekend dovesse piovere, in realtà non sarà la prima volta in cui gli pneumatici di Formula Uno gireranno in notturna e sul bagnato. Durante i suoi test pre-stagione, Pirelli ha infatti provato per due giorni, in gennaio ad Abu Dhabi, con Pedro de la Rosa e la Toyota TF109 su pista bagnata artificialmente. Un fatto entrato nella storia,  dato che prima di allora nessuna monoposto di Formula Uno aveva mai girato al buio e sotto la pioggia. Uno show spettacolare ma con propositi molto seri. La pioggia non sempre è associata a condizioni di freddo, quindi il test di Abu Dhabi ha permesso a Pirelli di valutare le prestazioni degli pneumatici P Zero su circa 400 chilometri di percorrenza e in una gamma di temperature tra i 20 e i 25 gradi centigradi; condizioni simili a quelle che avremo a Singapore questo fine settimana. De la Rosa ha anche potuto riferire le sensazioni della guida sotto la pioggia di notte dal punto di vista del pilota. Nonostante i riflessi delle luci in alcune pozzanghere, non ha riscontrato problemi di visibilità, giudicando piacevole quella che finora è un’esperienza unica.

Come spiega il Direttore Motorsport Pirelli, Paul Hembery

In teoria, guidare i nostri pneumatici wet di notte o di giorno è la stessa cosa. La maggiore differenza sta nella temperatura, ma il test di Abu Dhabi ci ha permesso di raccogliere dati molto importanti sul comportamento degli pneumatici in condizioni insolitamente calde. Siamo stati molto soddisfatti dei risultati di quel test, quindi sappiamo che, se necessario, nel corso di questo weekend potremo usare gli pneumatici wet in notturna in assoluta tranquillità.

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