GP Ungheria 2011: pneumatici Pirelli Soft e Supersoft affrontano il caldo per la prima volta

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Valutazione TCS

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★★★★

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Michelin Crossclimate +

★★★

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Goodyear Efficient Grip Performance

★★★

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Firestone Roadhawk

★★★

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Kumho Ecowing ES01

★★★

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Maxxis Mecotra 3

★★★

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Toyo Proxes CF2

★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★

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Falken Ziex ZE310 Ecorun

★★★

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Semperit Comfort-Life 2

★★★

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Giti GitiSynergy E1

★★★

Petlas Imperium PT515

★★★

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Hankook Kinergy Eco 2

★★★

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Pirelli Cinturato P1 Verde

★★★

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Linglong Green-Max HP010

★★★

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Dopo le curve veloci e le temperature fredde di Silverstone e Nurburgring, lo stretto e tortuoso Hungaroring, alla periferia di Budapest, in Ungheria – di norma caratterizzato dal caldo in questo periodo dell’anno – rappresenta un netto contrasto per gli pneumatici Pirelli P Zero. L’Hungaroring fu inaugurato nel 1986, dopo soli otto mesi di lavori, e ospitò  il primo gran premio nell’Europa dell’Est. Da allora,Il circuito di Budapest si è dimostrato estremamente gradito al pubblico anche se viene usato molto di rado al di fuori del gran premio. Tra i principali punti-chiave del circuito una superficie sporca, scivolosa, che si gomma progressivamente nel corso del weekend. Assicurare maggior grip è quindi fondamentale, uno dei motivi per cui Pirelli porta all’Hungaroring gli pneumatici P Zero Yellow soft e P Zero Red supersoft. Le 16 curve sono strette, simili a quelle di Monte Carlo, con una velocità media bassa. Fattore che, sulla carta, rende il circuito particolarmente adatto agli pneumatici più morbidi della gamma Pirelli P Zero, anche se questa è la prima volta in tutta la stagione in cui le supersoft si troveranno a correre con temperature presumibilmente molto alte.

Anche se a Budapest nel weekend è piovuto, per la gara si prevedono temperature nell’ordine di 26-27 gradi centigradi, per cui i piloti dovranno gestire con attenzione i propri pneumatici. Al pari di Montecarlo, l’Hungaroring è noto per essere un circuito su cui è difficile superare, cosicchè i Team avranno la possibilità di guadagnare posizioni solo sfruttando in modo intelligente la strategia degli pneumatici – senza dubbio, uno dei punti cruciali del weekend. Gli spettatori possono seguire dal vivo gran parte della gara, poiché dalle tribune è  visibile l’80% del tracciato, grazie alla sua collocazione in una conca naturale. La superficie del circuito tende a essere irregolare, mettendo alla prova anche la trazione. Per questa gara non ci saranno forniture supplementari di pneumatici per le prove libere, per cui per il weekend i Team riceveranno i normali 11 set.

 

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Il commento del Direttore Motorsport Pirelli Paul Hembery:

L’Ungheria non potrebbe essere più diversa rispetto alle gare che abbiamo visto di recente, come abbiamo avuto modo di constatare quando, lo scorso anno, siamo andati all’Hungaroring per la nostra prima stagione di GP3 Series. Ma, dato che gli pneumatici per la GP3 sono completamente diversi da quelli di Formula Uno, non abbiamo tratto indicazioni specifiche, a parte farci un’idea di ciò che dobbiamo aspettarci: temperature elevate e superficie scivolosa. La sfida per Team e piloti è tenere sotto controllo il degrado degli pneumatici nelle condizioni di caldo, ma abbiamo già usato i P Zero Yellow soft in queste condizioni e hanno dimostrato di avere una buona performance. Le mescole supersoft quasi sicuramente garantiranno giri veloci in qualifica ma, ovviamente, non hanno la stessa resistenza al degrado. Il modo in cui i Team si destreggeranno tra i parametri di velocità e durata sarà per l’ennesima volta cruciale per le diverse strategie. In passato l’Hungaroring ha offerto gare ricche d’azione e, con i molti nuovi elementi introdotti quest’anno, è facile aspettarsi un altro gran premio emozionante.

 

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Il commento del pilota di F1 Vitaly Petrov (Lotus Renault GP):

A Monaco e in Canada avevamo un buon potenziale, due circuiti che hanno caratteristiche simili all’Hungaroring, quindi spero in un’altra bella gara in Ungheria. In Canada abbiamo usato gli pneumatici wet e intermedi, cosa che non dovrebbe accadere in Ungheria, ma le nostre performance su questo tipo di circuito sono buone. Una delle sfide più grandi che abbiamo affrontato in questa stagione è stata quella di essere subito veloci con gli pneumatici fin dalle prove libere, per essere ben preparati per le qualifiche. In Ungheria sarà persino più importante, perchè è facile avere del sottosterzo, ma piuttosto difficile superare. Dovremo anche capire quanti giri potremo percorrere con le supersoft, un aspetto strategico cruciale per tutti. Finora è stato divertente guidare con gli pneumatici Pirelli e, quando riusciamo a sfruttarli al meglio – come in Australia, a inizio anno, quando sono salito sul podio – offrono buone prestazioni, ma in generale ritengo che dobbiamo essere più costanti nella gestione delle gomme.

Note Tecniche

  • L’Hungaroring è uno dei circuiti di Formula 1 con minor grip dell’anno, per cui il consumo dei pneumatici non è particolarmente estremo. Tuttavia, le temperature elevate, la successione continua di curve e le velocità medie basse con poco flusso d’aria la rendono una delle gare più impegnative dell’anno per i piloti. In occasione del gran premio, è piovuto solo una volta, nel 2006.
  • Il profilo insolito del circuito ungherese è noto per aver portato alla prima vittoria diversi piloti. Damon Hill (1993), Fernando Alonso (2003), Jenson Button (2006) e Heikki Kovalainen (2008) hanno tutti vinto il loro primo gran premio all’Hungaroring.
  • L’Hungaroring richiede un assetto da basso carico aerodinamico, dato che le monoposto viaggiano a piena velocità solo per 10 secondi circa nel corso dei 4,381 chilometri del giro. Gli assetti soft delle sospensioni posteriori aiutano a ottimizzare il grip meccanico in uscita di curva, ma può causare un carico eccessivo sugli pneumatici posteriori.
  • Pirelli ha iniziato la sua attività in Ungheria con il business dei cavi, poi venduto, ma da allora l’azienda è diventata uno dei leader del mercato degli pneumatici nell’Europa dell’Est, in particolare per quanto riguarda le vendite di pneumatici invernali.
  • Pirelli non aveva mai corso su un circuito in Ungheria prima del 2010, con la GP3 Series. Ma l’azienda italiana ha raccolto numerosi successi nel Campionato Ungherese Rally.
  • In Ungheria, Pirelli è fornitore di primo equipaggiamento per Suzuki e, da oltre 10 anni, è il maggiore costruttore importatore in Ungheria.

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