Tecnica Formula 1: Cosa è l’effetto Coanda e come influsice sugli scarichi F1 2012

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Sono un ingegnere dell’autoveicolo, ho 24 anni, sono giovane, ma mi piace guardare ogni tanto dietro di me, chi c’è stato e cosa ha fatto. Henri Coanda; questo nome non vi forse non vi susciterà niente, ma grazie alla sua scoperta molti progettisti hanno cercato di ovviare e trovare soluzioni nuove al problema della deportanza utilizzando ricorsi e ricorsi storici. Sono passanti 100 anni da quando questo ingegnere romeno scopri per caso questo fenomeno. Stava costruendo un aereoplano davvero innovativo per l’epoca, che al posto dell’elica aveva un compressore conico. Avrebbe anche volato, ma le fiamme degli scarichi del motore rischiavano di bruciare tutto, perche lambivano la fusoliera invece di sfuggire all’esterno.

Era quello che è diventato noto con nome “Effetto Coanda”: quello per cui un getto di fluido tende ad essere attirato da una superfice solida.

Per dirla in parole povere, tutti noi da piccoli abbiamo mai provato a mettere un cucchiaio verticale vicino ad un rubinetto aperto: il filo dell’acqua tende ad avvicinarsi al cucchiaio, sfiorandolo.

È su questo principio che si basano gli scarichi delle formula 1 del 2012. Nonostante l’abolizione dei diffusori soffiati, i tecnici cercano in tutte le maniere di ritrovare un po’ di carico perduto al retrotreno. La Ferrari ha terminali di scarico all’estremità superiore delle fiancate,la McLaren usa un pozzetto verticale,la Red Bull come tanti altre ha rispettato ingombri ed inclinazioni,ma più al centro. Si cerca di sfruttare la superfice della carrozzeria tramite l’effetto Coanda, per incanalare il flusso verso l’ala posteriore o verso il diffusore.

Anche per questo tante superfici sono rivestite di Pyrosic, materiale inventato in Francia che riesce a resistere a temperature elevatissime. A Jerez, Charlie Whiting c’era; la lettera del regolamento è stata rispettata. Grazie Henri, il tuo principio è tornato di moda.

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