OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici INVERNALI 2018 secondo i TEST Gomme del TCS

Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Continental WinterContact TS860

★★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★★

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Dunlop Winter Sport 5

★★★★

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Dunlop Winter Response 2

★★★★

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Michelin Alpin 5

★★★

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Kleber Krisalp HP 3

★★★

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Nexen Winguard SnowG WH2

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Bridgestone Blizzak LM 001 Evo

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Yokohama BluEarth Winter (V905)

★★★

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Kumho WinterCraft WP51

★★★

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Giti Winter W1

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Firestone Winterhawk 3

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★

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Debica Frigo 2

★★★

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Esa+Tecar Super Grip 9

★★★

Sava Eskimo S3+

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici INVERNALI 2018 secondo i TEST Gomme del TCS

Abbattere i consumi, questa è frase magica che negli ultimi anni sta impegnando su tutti i fronti le case automobilistiche. Archiviata infatti l’attesa per il tanto temuto Euro 5, i costruttori si stanno impegnando per abbassare ancor di più le emissioni in virtù delle severe che entreranno in vigore da Gennaio 2012 con l’Euro 6. Cosa aspettarci quindi? Sicuramente i nuovi catalizzatori SRC (per i motori diesel), il netto downsizing delle cilindrate, le  turbine evolute e gli innovativi cambi automatici multi rapporto faranno decisamente consumare meno le auto che a breve vedremo circolare sulle nostre strade. Tuttavia un parametro di fondamentale importanza (e spesso ignorato da molti automobilisti) per abbattere il consumo di carburante sono i pneumatici. È stato infatti stimato che circa il 20% dei consumi è “spercato” per vincere la resistenza al rotolamento e di conseguenza si deduce che 1/5 dei “soldini” spesi al distributore se ne vanno per far ruotare le gomme su strada. Ma cosa è questa tanto discussa resistenza al rotolamento e perché incide in modo talmente alto sul consumo di carburante?

Il concetto è estremamente semplice: minor resistenza al rotolamento = minor consumo di carburante = minori emissioni = ambiente più pulito e ecologico. Minore risulta infatti l’energia utilizzata per muovere un veicolo, minore carburante bisognerà utilizzare e di conseguenza minori saranno le emissioni di C02 rilasciate nell’aria e ultimo ma sicuramente importantissimo per voi, minori saranno le soste alle pompe di benzina.

Diminuire il peso o lavorare sulle mescole

Per diminuire la resistenza al rotolamento è necessario lavorare su due parametri importanti: il peso delle vetture e la mescola della gomma. Alla base del fenomeno della resistenza al rotolamento troviamo infatti le proprietà chimiche che la mescola di gomma che costituisce un pneumatico, pneumatico che necessariamente deve unire diverse prestazioni in totale conflitto l’una con l’altra. Analizzando un pneumatico moderno è possibile infatti osservare come carcassa, battistrada e cinture contribuiscano al fenomeno di resistenza al rotolamento. Ma in che misura queste componenti possono abbassare il consumo di carburante e al contempo garantire performance su strada di rilievo?

Siamo andati a Ladoux per scoprilo

Per capire a pieno il fenomeno Resistenza al Rotolamento Gommeblog.it ha volato sino a Clermont Ferrand, suggestiva località francese in cui ha sede la storica fabbrica Michelin e successivamente ha avuto modo di visitare il Centro di Sviluppo Tecnologico Michelin sito a Ladoux: scopo del viaggio, apprendere le tecniche costruttive di un pneumatico moderno e testare con mano come effettivamente un pneumatico possa essere decisivo per abbattere il consumo di carburante.

Equilibrio delle prestazioni

Come annunciato sopra, un pneumatico non è unicamente un pezzo di gomma nera in grado di rotolare, bensì un complesso componente tecnologico caratterizzate da un importantissimo Equilibrio delle prestazioni estremamente diverse tra loro. Molte caratteristiche che compongono un pneumatico risultano infatti in netto contrasto l’una con l’altra: ridurre la resistenza al rotolamento equivale infatti a peggiorare l’aderenza di un pneumatico su fondo stradale e aumentare il grip su asfalto bagnato equivale di conseguenza ad aumentare i consumi.

Rivoluzione moderna

Questa netta differenza di performance ha caratterizzato l’insuccesso delle prime gomme ECO progettate alla fine degli anni ’80, gomme che successivamente, con l’introduzione di mescole a base di silice si sono sempre più perfezionate consentendo di ottenere prestazioni di riguardo su tutti i fronti. Nei primi anni ’90 sono state introdotte le prime gomme verdi moderne, pneumatici auto in grado di diminuire resistenza al rotolamento senza compromettere l’aderenza sul bagnato. Ciò è stato possibile in quanto le mescole a base di silice consentono di aumentare la dissipazione d’energia dove effettivamente serve (in frenata) e allo stesso tempo di ridurre tale dissipazione quando non necessario (durante la marcia normale).

Perché quindi si perde energia?

Resistenza al Rotolamento

Appurato quindi che il 20% del consumo di carburante è causato dai pneumatici andiamo a spiegare come cosa è la resistenza al rotolamento. Durante ogni rotazione, un pneumatico è sottoposto a deformazioni cicliche, deformazioni che di conseguenza provocano una dissipazione di energia. Ogni parte di una gomma contribuisce quindi (in misura diversa) a tale dissipazione (il battistrada da solo ne è responsabile per il 50%) in quanto, essendo corpi elastici e non rigidi, si deformano al contatto con il terreno. Tali deformazioni causano riscaldamento e il riscaldamento provoca calore e quindi perdita di energia; più energia utile viene sprecata, maggiore risulterà lo spreco di carburante. Questa energia sprecata è la Resistenza la rotolamento.

Resistenza al Rotolamento

Prestazioni verificate su pista

Per apprezzare cosa realmente significhi viaggiare quotidianamente una vettura equipaggiata con pneumatici a bassa resistenza al rotolamento, Michelin ci ha concesso una prova dimostrativa a bordo di due vetture identiche equipaggiate con pneumatici Kormoran (marchio di proprietà Michelin) e con pneumatici Michelin Energy Saver di 4° generazione. A parità di spessore di battistrada, pressione di gonfiaggio e DOT, è stato possibile verificare come due auto identiche che procedono alla stessa velocità (34 km/h) sullo stesso tratto di strada, dopo aver posizionato il cambio in folle (N) e spento il motore, si siano arrestate parecchie decine di metri di distanza l’una dall’altra. Sbalorditivo osservare come la vettura equipaggiata con gomme a bassa resistenza al rotolamento Michelin Energy Saver continui “fluida” la sua corsa dopo l’arresto della 308 gommata Kormoran. Innegabile quindi la netta differenza di performance ed il conseguente risparmio in termini di consumo di carburante.

Un video ci spiega nel dettaglio

Per spiegarci meglio cosa effettivamente rappresenta la resistenza al rotolamento, Michelin ci ha gentilmente concesso questo video, video che ripercorre tutte le fasi che concorrono ad ottenere un ottimale Equilibrio delle prestazioni.

 

[yframe url=’http://www.youtube.com/watch?v=8VxM5koH_yY’]

 

Obbiettivi futuri

Dal 2012 le gomme a bassa resistenza al rotolamento saranno fondamentali per i costruttori automobilistici, gomme che dovranno necessariamente rispettare alcuni requisiti minimi di prestazioni (Riduzione dei consumi di carburante, Frenata sul bagnato, Livello di rumorosità). Quanto appreso a Ladoux è quindi chiarissimo: i pneumatici Michelin del futuro saranno quindi ancor più prestazionali dei quelli di oggi e permetteranno a tutti noi di vivere in un mondo sempre più verde ed ecologico, un mondo in cui l’abbattimento dei consumi risulterà parte fondamentale dello sviluppo tecnologico di tutti i mezzi di trasporto e delle loro fondamentali scarpette.

Un pensiero riguardo “Resistenza al Rotolamento dei pneumatici: il segreto è nella mescola

  • Ottimo articolo. Come sempre ben spiegato e approfondito. Bravi. bello anche il video, spiega molto bene.

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