F1 GP Corea, Lewis Hamilton: “2 pit stop … penso sia realizzabile”

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Yeongam è un circuito semi-permanente: il tratto che costeggia il porto, infatti, viene normalmente utilizzato come strada cittadina e presenta, dunque, diversi livelli di grip. Alla complessità della pista si aggiungono condizioni meteo incerte, tipiche di questo periodo, che non fanno escludere l’uso delle gomme intermedie e da bagnato estremo (Cinturato Green e Cinturato Blue). Le aree di forte frenata sono tipiche del GP di Corea: nella curva 3, ad esempio, le monoposto sono soggette a una decelerazione che raggiunge i 5,2 g in frenata con un carico di oltre 900 chili sulle gomme anteriori per effetto del trasferimento di peso. La parte più impegnativa per gli pneumatici è la sezione che va dalla curva 10 alla 17, caratterizzata da una sequenza continua di curve con rapidi cambi di direzione. A Yeongam, il lavoro maggiore spetta alle mescole supersoft, chiamate ad assicurare il massimo grip nelle curve, e all’anteriore destra, per effetto del senso antiorario della pista.

Lewis Hamilton, McLaren: “La prima parte del circuito coreano alterna tratti molto diversi tra loro: gli ingressi alla curva 1, 3 e 4 impongono frenate impegnative, perché arrivano alla fine di lunghi rettilinei e richiedono una buona trazione in uscita. I settori 2 e 3, invece, sono più tecnici e scorrevoli e pneumatici e freni sono sottoposti a diverse condizioni di marcia, il che trasforma la gestione dei cambi di temperatura in una sfida. Come lo scorso anno, Pirelli porta le mescole soft e supersoft. La superficie liscia del tracciato implica che si possa far durare le gomme di più, ma anche in questo caso è un’ulteriore sfida che i piloti devono affrontare. In ogni caso, come l’anno scorso, penso che una strategia e due pit stop sia realizzabile. Il circuito coreano è un gran tracciato. Non ho mai vinto qui e domenica mi piacerebbe salire sul primo gradino del podio”.

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