Continental domina sul campo il Rallye di MonteCarlo Historique

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Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Continental WinterContact TS860

★★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★★

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Dunlop Winter Sport 5

★★★★

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Dunlop Winter Response 2

★★★★

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Michelin Alpin 5

★★★

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Kleber Krisalp HP 3

★★★

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Nexen Winguard SnowG WH2

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Bridgestone Blizzak LM 001 Evo

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Yokohama BluEarth Winter (V905)

★★★

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Kumho WinterCraft WP51

★★★

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Giti Winter W1

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Firestone Winterhawk 3

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★

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Debica Frigo 2

★★★

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Esa+Tecar Super Grip 9

★★★

Sava Eskimo S3+

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Dodici vetture per la rincorsa ad un successo tra le condizioni più variabili mai incontrate negli anni durante questa gara, con nevicate di quasi due metri nella prima notte, gelo polare nelle tappe intermedie, pallido sole a far capolino tra le nubi e verglass in abbondanza lungo tutte le strade. La rincorsa ad un successo di squadra e la conferma dell’eccellenza del prodotto più winter di Continental confermate da un risultato che sul campo ha visto la squadra milanese sempre al vertice della classifica assoluta, con la Porsche 911 di Sala-Torlasco a dettare le regole del gioco dall’inizio fino ad una prova dal termine, gioco che si è però interrotto bruscamente nell’ultimo tratto cronometrato a causa di un concorrente lento che ostruiva irrimediabilmente il percorso alle auto sopraggiungenti.

Successo che a fine gara è stato vanificato da una contestazione proprio del pilota francese autore del rallentamento che ha creato le premesse per una opinabile decisione di estromissione del concorrente di Continental per un sorpasso giudicato “pericoloso”. L’effetto del verdetto dei giudici di gara ha dunque privato Continental e la Scuderia Milano Autostoriche del primo posto nella classifica a squadre e della comunque ottima terza piazza assoluta conquistate sul campo, relegando il sodalizio milanese ad un secondo gradino del podio che le va decisamente troppo stretto. Abbiamo usato le ContiWinterContact per tutta la lunga tappa di avvicinamento sotto ottocento chilometri di nevicata spiega Mario Sala. Poi , appena sono iniziate le prove cronometrate, con i chiodati ContiIceContact ci siamo accorti di quanta differenza facevamo sul terreno gelato nei confronti degli altri concorrenti. A me è bastato amministrare la gara, tenendo sempre un ritmo elevato.

Meno sereno il navigatore Maurizio Torlasco, che ha visto sfumare nell’ingorgo dell’ultima prova l’occasione del bis della vittoria dello scorso anno: Certo le corse sono piene di imprevisti, però buttare un successo per colpa di un incapace che intralcia il leader e vedersi pure cacciare fuori classifica per aver fatto valere i propri diritti suona tanto come una beffa organizzata. Miglior equipaggio del team appoggiato da Continental Italia è così risultato Rossi-Tarenzi su Lancia Flavia Coupè, diciottesimo assoluto, due posizioni davanti a Morosini-Rianisio (Opel Kadett GTE). Ventottesimi si sono classificati Leva-Giugni su Lancia Fulvia HF 1.6 e più staccati Betocchi-Perlino (Autobianchi A112 Abarth), Olivieri-Redaelli (Ford Anglia), Raimondo-Calegari (Mini Cooper) e Bergamaschi-Torlasco (VW Maggiolone 1.6). Più sfortunati Perlino-Perlino (Talbot 1.6 TI), Amato_Scarcella (Mini Cooper), Ongari-Ongari (Renault Alpine A110) e Gorni-Grasso (Ford Escort Mexico) costretti all’abbandono per problemi meccanici. Delle 307 vetture partite domenica 29 Gennaio da cinque città europee hanno concluso la gara 214 concorrenti sabato 4 Febbraio sul lungomare del principato.

Dall’esperienza del Rallye di MoteCarlo Historique Continental rientra comunque con un bagaglio di informazioni giudicate interessanti sia dal punto di vista delle performances sia da quello della affidabilità e durata dei pneumatici invernali basti pensare che a fine gara le coperture ContiIceContact avevano conservato pressochè la totalità dei chiodi antighiaccio nonostante le migliaia di curve e saliscendi del percorso ed i continui pattinamenti dovuti alle elevate potenze delle vetture.

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