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Smaltimento pneumatici: nuovo sistema inventato in Australia

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DUNLOP WINTER SPORT 5 MOLTO CONSIGLIATO

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GOODYEAR ULTRAGRIP PERFORMANCE + MOLTO CONSIGLIATO

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GOODYEAR ULTRAGRIP 9+ MOLTO CONSIGLIATO

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FIRESTONE WINTERHAWK 4 MOLTO CONSIGLIATO

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BRIDGESTONE BLIZZAK LM 005 MOLTO CONSIGLIATO

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KUMHO WINTERCRAFT WP52 CONSIGLIATO

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PIRELLI CINTURATO WINTER 2 CONSIGLIATO

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HANKOOK WINTER I*CEPT RS3 CONSIGLIATO

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NOKIAN WR SNOWPROOF CONSIGLIATO

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Lo smaltimento dei pneumatici, come ogni forma di riciclaggio e smistamento dei rifiuti, è una delle sfide più importanti e complesse che si pongono all’umanità. Ora, però, pare che l’Università del New South Wales, in Australia, abbia ideato un innovativo sistema che potrà tornare estremamente utile addirittura all’industria dell’acciaio. Vediamo nel dettaglio come questi due settori possano unirsi: la nuova procedura è stata messa a punto in collaborazione con l’azienda OneSteel Ltd, specializzata nella lavorazione dell’acciaio, e con l’università stessa, specialmente nella persona della professoressa Veena Sahajwalla, che ha pubblicato i risultati. I vecchi pneumatici verrebbero utilizzati per sostituire in maniera parziale il carbon coke all’interno degli altoforni dell’acciaieria. Questa soluzione pare che migliori sensibilmente il processo di produzione e sfrutterebbe la parte metallica del pneumatico esausto per ottenere altro acciaio.

Smaltimento pneumatici: nuovo sistema inventato in Australia 1

Un sistema di riciclaggio “a tutto tondo”, che potrebbe portare numerosissimi vantaggi, anche a livello di riduzione dell’inquinamento. Secondo l’Università, infatti, questo metodo permetterebbe di risparmiare milioni di chilowattora di energia ogni anno e il non dover utilizzare questa energia significa non doverne produrre di più per altri scopi, con un innegabile giovamento per l’ambiente. Inoltre anche il consumo del carbon coke potrebbe ridursi di una quantità compresa tra il 12 e il 16%. Al momento solo gli stabilimenti OneSteel di Melborune e Sydney possono godere di questa tecnologia, ma se davvero è così efficace come sembra, allora speriamo che possa diffondersi rapidamente.

Foto: John Leeming

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