Citroën C4 Aircross: itinerario nel Parco del Monte Cucco

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Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Continental WinterContact TS860

★★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★★

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Dunlop Winter Sport 5

★★★★

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Dunlop Winter Response 2

★★★★

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Michelin Alpin 5

★★★

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Kleber Krisalp HP 3

★★★

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Nexen Winguard SnowG WH2

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Bridgestone Blizzak LM 001 Evo

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Yokohama BluEarth Winter (V905)

★★★

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Kumho WinterCraft WP51

★★★

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Giti Winter W1

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Firestone Winterhawk 3

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★

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Debica Frigo 2

★★★

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Esa+Tecar Super Grip 9

★★★

Sava Eskimo S3+

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Questo nuovo itinerario ci porta in Umbria, in provincia di Perugia, al confine con le Marche. Siamo al volante dell’ultima suv di casa Citroën, la C4 Aircross e andremo a visitare il Parco del Monte Cucco. Il parco è un’area naturale protetta dell’appennino umbro-marchigiano di 10.400 ettari e deve il suo nome alla cima più alta, proprio il Monte Cucco alto 1566 metri. Istituito nel 1995, uno degli ultimi in ordine di tempo, il Parco del Monte Cucco comprende i comuni di Costacciaro, Fossato di Vico, Sigillo e di Scheggia Pascelupo. L’area è incisa sul versante orientale da spettacolari valloni rocciosi ricchi di boschi, come la Valle delle Prigioni e la gola del Riofreddo. Tutto il complesso montuoso è caratterizzato da stratificazioni calcaree di origine sedimentaria marina. Cime aguzze si alternano a dolci pendii e a forre profonde. Molte le grotte originatesi a seguito di eventi geologici. La più spettacolare è senza dubbio la cosidetta grotta di Monte Cucco che con i suoi 30 chilometri di gallerie e con una profondità di 922 metri, è uno dei sistemi sottorranei di grotte più importanti d’europa. Il Monte Cucco è anche il parco dove vivono il lupo e l’aquila reale. Un parco caratterizzato da numerosi eremi benedettini e soprattutto da piccoli borghi fortificati, ricchi di storia che conservano ancora oggi il fascino del medioevo.

La conformazione geologica, la flora, la fauna e la selvaggia bellezza del parco sono tali da permettere tutto l’anno svariate attività all’aria aperta come l’escursionismo tra i 120 chilometri dei sentieri, l’attività speleologica, il volo libero, lo sci da fondo, la pesca sportiva, il torrentismo e infine il tracking a cavallo e in mountain bike. Con la nostra Citroën C4 Aircross affrontiamo i 9 chilometri di strada asfaltata, che dai 500 metri di Sigillo ci portano ai 1135 metri del Piano delle Macinare, in Val di Ranco, pianoro carsico ricco di prati e maestosi faggi, scenario ideale per escursioni. Qui il panorama è davverso spettacolare, con tutte le cime che sembrano abbracciare il Monte Cucco e la sottostante valle percorsa dalla via Flaminia sembra toccarsi con un dito.

Ripercorriamo la stessa strada per raggiungere al più presto la statale Flaminia, la SS3. Attraversiamo l’abitato di Costacciaro e prima di giungere a Scheggia svoltiamo a destra per dirigerci nel versante settentrionale del parco, al confine con le Marche. La provinciale 360 che stiamo percorrendo si snoda sul fianco sinistro del fiume Sentino. E sul lato sinistro della strada si può notare l’imponente massiccio del Monte Catria. Il panorama anche qui è davvero imponente.

Numerosi sentieri permettono di raggiungere il versante settentrionale del Parco del Monte Cucco e di spingersi sino a raggiungere il Monte Strega, posto già in territorio marchigino tra le provincie di Ancona e Pesaro Urbino.

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