Porsche 919 Hybrid: Tutto pronto per la 24 Ore di Le Mans 2014

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Modello

Valutazione TCS

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Bridgestone Turanza T005

★★★★

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Vredestein Sportrac 5

★★★★

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Michelin Crossclimate +

★★★

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Goodyear Efficient Grip Performance

★★★

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Firestone Roadhawk

★★★

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Kumho Ecowing ES01

★★★

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Maxxis Mecotra 3

★★★

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Toyo Proxes CF2

★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★

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Falken Ziex ZE310 Ecorun

★★★

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Semperit Comfort-Life 2

★★★

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Giti GitiSynergy E1

★★★

Petlas Imperium PT515

★★★

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Hankook Kinergy Eco 2

★★★

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Pirelli Cinturato P1 Verde

★★★

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Linglong Green-Max HP010

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 - TEST Gomme del TCS

Con la 919 Hybrid di nuova concezione, Porsche ritorna alla categoria “top” dei famosi classici di endurance a Le Mans e del campionato World Endurance Championship di auto sportive (WEC). Il prototipo LMP1, predisposto per la massima efficienza, è l’auto da corsa più complessa messa su ruote da Porsche. Con la sua combinazione composta da due diversi sistemi di recupero dell’energia e un motore turbo “downsizing”, fa da traino per la ricerca tecnologica di base per futuri modelli di serie. E già oggi esiste un vincitore dell’impegno dello stabilimento Porsche: il cliente.

La particolare efficienza della Porsche 919 Hybrid, altamente complessa dal punto di vista tecnico, è il risultato di un concetto globale accuratamente bilanciato. La somma di tutti i singoli componenti crea un’unità straordinariamente efficace, dal motore a combustione ai sistemi di recupero dell’energia fino allo chassis e al telaio, all’aerodinamica e all’ergono- mia del conducente. Il suo obiettivo è uno solo: massimo grado di prestazione sportiva con consumi limitati.

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Nella scelta del concetto di motore ibrido, i regolamenti WEC riformulati lasciano molta libertà agli sviluppatori di Porsche. La trazione del nuova auto da corsa LMP1 si basa su un motore a benzina a quattro cilindri compatto e leggero. Grazie alla sua struttura a V, che garantisce anche vantaggi termodinamici, essa svolge funzioni principali all’interno dello chassis. Con 2,0 litri di cilindrata, iniezione diretta e sovralimentazione monoturbo, nonché con un motore a benzina che raggiunge una velocità massima di circa 9.000 giri/min, è un precursore della filosofia del “downsizing”.

Inoltre, si aggiungono due diversi sistemi di recupero. Sostanzialmente nuovo e quindi parti- colarmente innovativo è il recupero dell’energia termica dei gas di scarico, cosa che avviene grazie a un generatore elettrico azionato dal flusso dei gas di scarico. Il funzionamento del secondo sistema ibrido è già noto dalla Porsche 918 Spyder. Qui un generatore sull’asse anteriore sfrutta le frenate per trasformare l’energia cinetica in energia elettrica. Tale energia viene accumulata in gruppi batteria altamente moderni agli ioni di litio raffreddati ad acqua, finché non viene richiamata dal conducente. A questo punto, il generatore anteriore funge da singolo motore elettrico e spinge avanti le due ruote anteriori nelle fasi di accelerazione tramite un differenziale. In questo modo la Porsche 919 Hybrid è dotata di una trazione integrale temporanea, poiché il motore a benzina convoglia tradizionalmente la sua forza all’asse posteriore.

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Motore ibrido più potente per l’asso della classe da 8 megajoule: Alla gestione intelligente di questa energia aggiuntiva spetta pertanto una particolare im- portanza. Obiettivo strategico degli esperti delle corse è naturalmente sempre l’impiego più efficiente della potenza disponibile. In altre parole: un giro di pista ottimale. A seconda della situazione del traffico, del tracciato e delle condizioni atmosferiche, il conducente ha la possibilità di scegliere modalità di trazione automatizzate che influiscono anche sulla dinamica di guida. Ed è qui che sono importanti le conoscenze acquisite da Porsche con la 911 GT3 R Hybrid anche nella 24 ore del circuito di Nürburgring.

Il consumo di benzina consentito dipende direttamente dalla quantità di energia elettrica che il pilota può richiamare ogni giro, il cosiddetto “boost”. Il regolamento riconosce quattro livelli, da 2 a 8 megajoule (MJ). Porsche sviluppa la 919 Hybrid per “l’asso della classe” con una capacità di recupero dell’energia di 8 MJ. Ciò presuppone sistemi di recupero e di accu- mulo particolarmente potenti che devono essere dimensionati in misura più grande e più pesante. In effetti, un dispositivo di misurazione del flusso limita la quantità di carburante. Esempio di Le Mans: qui il motore turbo a benzina per ogni giro di 13,65 km, percorso per il 75% a pieno ritmo, ha a disposizione solo 4,64 litri. Ad esempio, nella classe 2 MJ sono già 5,04 litri.

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Fattori di successo: Minor peso ed aerodinamica efficiente: Nel mondo delle corse e nei modelli di serie, Porsche dedica da sempre grande attenzione al tema della struttura leggera. Tale attenzione continua con la Porsche 919 Hybrid. Nono- stante i numerosi nuovi sistemi tecnologici, il peso minimo della vettura indicato dal regola- mento scende di 30 kg rispetto agli 870 kg dell’anno precedente. Un vantaggio molto am- bizioso. Gli specialisti di Porsche si avvicinano a questo valore target ottimizzando in maniera intensiva anche i minimi dettagli. Analogamente alle auto sportive di serie, il marchio tradi- zionale ha un’importanza completamente antidogmatica anche per la 919 Hybrid: Conforme- mente alla specifica finalità di utilizzo, si impiega sempre il materiale giusto sul luogo giusto.

Come nella Formula 1, lo chassis della nuova Porsche 919 Hybrid è costituito da una mono- scocca in fibra di carbonio con struttura a “sandwich”. Esso unisce il peso minimo a una rigidità alla torsione e sicurezza ancora maggiori. In questo modo offre il presupposto per sospensioni multilink inserite in modo preciso; un presupposto importante per poter sfruttare fino in fondo in maniera ottimale l’intero potenziale degli pneumatici larghi solo 14 pollici (prima: 16 pollici) del partner di sviluppo Michelin in tutte le condizioni.

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In base al regolamento, la Porsche 919 Hybrid non deve superare una lunghezza di 4.650 millimetri e un’altezza di 1.050 mm; la larghezza della vettura deve essere compresa tra 1.800 e 1.900 mm. Da febbraio 2012 con più di 2.000 ore nella galleria del vento, l’aero- dinamica ha raggiunto la sua precisione finale. Essa fornisce un contributo importante per l’efficienza globale dell’auto da corsa, unendo un ridotta resistenza all’aria con il maggior fabbisogno di aria di raffreddamento del motore ibrido e ai valori di aderenza necessari per elevate velocità in curva. La regolazione aerodinamica della Porsche 919 Hybrid può essere adattata alle diverse caratteristiche del tracciato.

Sicura e funzionale: Condizioni di lavori ottimali per il conducente: L’ergonomia del conducente svolge un ruolo importante proprio nelle gare di endurance come la 24 ore di Le Mans. Gli esperti di Motorsport di Porsche hanno posto particolare attenzione all’allestimento del cockpit. Grazie alla loro posizione rialzata nello chassis, rispetto al regolamento LMP1 finora in vigore, i piloti hanno una buona visibilità di ciò che accade durante la corsa. Nelle ore notturne, i fanali LED a quattro punti concepiti appositamente per Porsche garantiscono condizioni di visibilità ottimali. La forma ben marcata è nata in collaborazione con Style Porsche, lo studio di progettazione per i modelli di serie. E anche in questo caso, questa moderna tecnologia di illuminazione sarà molto gradita a tutti i futuri clienti Porsche.

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