Ducati Superbike 2013: 1199 Panigale R – Tecnica e Performance

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Modello

Valutazione TCS

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Michelin Primacy 3

★★★★

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Bridgestone Turanza T001 Evo

★★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★★

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Firestone Roadhawk

★★★★

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Hankook Ventus Prime 3 K125

★★★★

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Semperit Speed-Life 2

★★★★

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Kumho Ecsta HS51

★★★

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Pirelli Cinturato P7 Blue

★★★

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Fulda Ecocontrol HP

★★★

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Goodyear EfficientGrip Performance

★★★

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Nexen N'blue HD Plus

★★★

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Cooper Zeon CS8

★★★

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Dopo il grande successo riscosso nella passata stagione con l’arrivo della 1199 Panigale, la rivoluzionaria Supersportiva “made in Borgo Panigale”, nel 2013 la prestigiosa gamma Superbike Ducati si completa con l’introduzione della nuovissima 1199 Panigale R, l’emblematica versione top di gamma che storicamente identifica la versione più sofisticata ed estrema prodotta dalla casa motociclistica bolognese. Il suo design include una serie di componenti appositamente sviluppati per gli amanti delle prestazioni e, in risposta ai continui feed-back dei tanti appassionati Ducatisti, sono stati apportati numerosi miglioramenti in tutta la gamma 1199 Panigale. Queste migliorie includono una maggiore protezione per il pilota dal calore degli scarichi e una nuova calibrazione del software gestione motore e del sistema ride-by-wire in grado di esaltare ulteriormente il piacere di guidare l’ultima Supersportiva di casa Ducati.

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La versione R della 1199 Panigale include tutte le formidabili specifiche della versione “S”, incluse le innovative sospensioni Ducati Electronic Suspension (DES) by Öhlins, alle quali poi si va ad aggiungere una lista di migliorie che consentono a questo ambito modello di raggiungere risultati fino ad ora impensabili. Oltre all’introduzione di un sistema per regolare la posizione del fulcro forcellone e di numerosi componenti in fibra di carbonio che permettono una riduzione del peso della moto, il motore è dotato di bielle in titanio in grado di alleggerire i componenti di ben 0.63kg, un volano alleggerito di 0.7kg, bilancieri con trattamento DLC (Diamond Like Carbon). Questo pacchetto consente di ottimizzare le accelerazioni dell’albero motore e di conseguenza le prestazioni del motore Superquardo permettendo di spostare in alto di 500giri/motore il punto di intervento del limitatore arrivando così a 12.000 giri/min, un incredibile risultato in termini ingegneristici per pistoni sovradimensionati di 112mm di diametro. Il nuovo limitatore di giri e l’adozione di una corona da 41 denti*, consente di incrementare notevolmente la coppia alla ruota senza penalizzare la velocità massima del veicolo.

La nuova 1199 Panigale R, come da tradizione, è ulteriormente impreziosita da un kit racing a corredo con la moto composto da parabrezza Corse maggiorato, kit tappi specchietti retrovisori realizzati in alluminio spazzolato per chi predilige l’utilizzo in pista e uno scarico completo Termignoni (solo uso pista) con mappatura dedicata. Questo scarico fornisce un consistente incremento di potenza agli alti regimi (3%) ma un impressionante incremento del 15% ai medi regimi. La versione R, inoltre, offre la possibilità di regolare la posizione del fulcro forcellone in 4 diverse altezze per consentire al pilota la scelta della configurazione migliore in termini di controllo del mezzo, sia al massimo angolo di piega che in fase di uscita curva. La regolazione avviene operando su un sistema composto da eccentrici che permettono di posizionare l’asse del fulcro forcellone in altezze fisse, con step di 2mm, nel range +2mm e – 4mm rispetto alla configurazione standard in uso sugli altri modelli della gamma.

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Il “pacchetto” si completa con numerosi componenti in fibra di carbonio come il parafango posteriore, i paratacchi, la cover ammortizzatore posteriore, la cover blocco chiave e la cover convogliatori aria oltre alla protezione per forcellone e il cover carter frizione. Tutti questi componenti permettono alla versione R di raggiungere lo straordinario peso di 165Kg nonostante la moto sia equipaggiata di serie di sistema ABS. Il modello top di gamma è ulteriormente contraddistinto da una sella racing realizzata in tessuto tecnico per garantire il massimo grip, oltre ad essere dotato del sistema Ducati Data Acquisition+ (DDA+) con GPS per acquisire i tempi sul giro oltre a memorizzare numerosi informazioni come traiettorie, velocità, giri motore, marcia, apertura farfalla e molte altre.

La 1199 Panigale R si presenta, ovviamente, in una brillante livrea rossa impreziosita da sottili linee bianche di chiara ispirazione Racing oltre ad un serbatoio che si caratterizza per il rosso e l’alluminio spazzolato, impreziosito dal logo Ducati Corse presente nella parte superiore. Lo stesso logo è presente sul parafango anteriore in carbonio mentre le carene riportano la scritta Ducati Corse.

Punto di riferimento estremo – La Superbike Ducati di ultima generazione, supera le barriere ingegneristiche del design motociclistico e fissa lo standard di riferimento più estremo di sempre, tracciando la strada per le sportive del futuro. Sviluppata nell’ambiente delle corse – dove la competitività è ovviamente altissima – e progettata per alzare ai massimi livelli le prestazioni, la 1199 Panigale R utilizza soluzioni innovative di derivazione Ducati Corse per rendere fruibile anche agli appassionati una tecnologia da Campioni del Mondo.

Il Superquadro, il bicilindrico di produzione più avanzato e più potente del pianeta, è ora parte integrante di un innovativo telaio monoscocca: insieme, consentono di raggiungere un’impressionante potenza di 195CV per 165kg di peso (a secco). Cifre futuristiche offerte da una fuoriclasse tutta italiana. Alla base degli incredibili risultati ottenuti da Ducati con la 1199 Panigale ci sono il rapporto potenza/peso e il rapporto coppia/peso mai raggiunte per una moto di produzione.

Con un semplice clic si attivano tre differenti Riding Mode che offrono altrettante combinazioni di sette diverse tecnologie al vertice della categoria: ABS sportivo di ultima generazione, Ducati Traction Control (DTC), Ducati Electronic Suspension (DES), Ducati Quick-Shift (DQS), Engine Brake Control (EBC) Ducati di derivazione sportiva e il Ride-by-Wire (RbW), tutti programmati per fornire al pilota un’assistenza elettronica caratterizzata da grande continuità. Perfino il display TFT a colori del dashboard è concepito per adattarsi al Riding Mode selezionato.

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La 1199 Panigale è una Ducati in tutto e per tutto: racchiude in ogni componente tecnologia avanzata ben integrata con entusiasmanti elementi iconici della casa costruttrice. Il suo approccio senza compromessi, il design sportivo e la raffinata attenzione anche ai minimi particolari, ne fanno l’espressione più pura della migliore tradizione progettistica italiana.

La competizione rappresenta da sempre, per Ducati, un’arena dove misurarsi e raccogliere sfide, uno strumento di disciplina per i progettisti e la base motivazionale di una casa costruttrice per la quale la tensione costante verso la vittoria è diventata una filosofia di vita. Con oltre 300 vittorie nel Campionato del Mondo Superbike e più titoli mondiali di tutti gli altri costruttori messi insieme, Ducati è più che mai concentrata sulle supersportive.

Ducati combina l’innovativa soluzione telaistica monoscocca con lo straordinario bicilindrico a L “Superquadro”, e con l’elettronica di derivazione racing per produrre la regina di tutte le Superbike. Creata per la pista, educata alla strada, la 1199 Panigale rappresenta una vera ‘rivoluzione’ della specie, destinata ad influenzare l’intero segmento delle sportive.

Rivoluzione della specie – Gli ingegneri e i progettisti della Superbike di ultima generazione avevano avuto carta bianca per creare la 1199 Panigale centrando due obiettivi di apparentemente impossibile realizzazione: una riduzione del peso di 10kg e un incremento della potenza di 25CV. Ad animare ogni particolare, ogni misura, ogni decisione progettuale è stato un solo fine: la volontà di non scendere a compromessi e di creare la Superbike capace di offrire le più elevate prestazioni di sempre. La 1199 Panigale fissa ora lo standard di riferimento più estremo in assoluto e, il suo arrivo ha segnato un momento storico di essenziale importanza nell’incredibile avventura delle superbike italiane.

Battezzato Panigale, il modello ha infranto la tradizione delle Superbike Ducati affiancando al numero che da sempre contraddistingue i modelli sportivi Ducati, il nome del quartiere bolognese, sede storica della Ducati, rafforzando così il legame con il territorio. In una parte d’Italia denominata “Motor Valley”, dove il mito delle corse e delle prestazioni scorre nelle vene di un popolo di appassionati, Ducati sottolinea con orgoglio la sua vocazione di ambasciatrice del “Made in Italy” e rende omaggio al suo paese natale, da oggi e per sempre racchiuso nel nome della sua ultima Superbike.

Inconfondibilmente Ducati – Ogni minimo particolare della 1199 Panigale è un tributo alla leggendaria tradizione sportiva nella quale Ducati affonda le sue radici: i suoi componenti non sono soltanto efficienti e funzionali ma anche minimalisti, essenziali, splendidamente realizzati fino a diventare opere d’arte motoristica. Basta salire in sella alla 1199 Panigale e impugnarne il manubrio per avvertire lo spirito della competizione pura. La testa di sterzo finemente conformata con cavità create per la massima riduzione del peso evoca alla prima occhiata un’alta espressione della tecnica ingegneristica italiana.

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Le pompe radiali di freni e frizione, il blocchetto elettrico ed il comando gas elettronico (parte integrante del sistema Ride-by-Wire) comunicano una sensazione di minimalismo e cura dei dettagli, ulteriormente amplificata dalla presenza del telaietto anteriore in magnesio e dalla strumentazione digitale in stile Ducati Corse. Anche le forme perfettamente scolpite del serbatoio carburante in alluminio da 17 litri contribuiscono alla perfetta integrazione pilota-mezzo meccanico.

Il proiettore anteriore bifaro orizzontale è una vera parte integrante dei condotti di aspirazione frontali, conferendo a questa Superbike una vista anteriore eminentemente racing, la cui l’illuminazione a LED integrale ha rappresentato un‘assoluta novità nel panorama motociclistico mondiale.

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I doppi gruppi ottici posteriori a LED si avvolgono in maniera armoniosa intorno agli sfoghi d’aria presenti nel gruppo sella-codone e, accendendosi, creano un suggestivo effetto guida luce, esaltato dalle luci stop. Anche gli indicatori di direzione posteriori ed anteriori sono a LED; questi ultimi integrati negli specchietti, così come perfettamente integrata nel gruppo porta targa è la luce targa, anch’essa a LED.

I condotti di aspirazione anteriori alimentano per la maggior parte l’airbox, mentre un piccolo parzializzatore devia il flusso d’aria all’interno della carena per garantire anche l’efficace raffreddamento dell’elettronica di bordo. L’elegante conformazione della sella e del codino sono messe in evidenza anche dal riposizionamento dell’impianto di scarico che sottolinea l’assetto aggressivo degno di una vera Superbike Ducati.

Tecnologia monoscocca – La ciclistica della 1199 Panigale rappresenta un passo avanti coraggioso e innovativo compiuto da Ducati nel settore del design motociclistico: diversi componenti sono stati integrati per ricavarne un elemento unico, compatto e leggero. Sviluppata nell’ambiente iper-competitivo delle corse, la struttura monoscocca, estremamente compatta, integra l’airbox contribuendo in maniera fondamentale alla riduzione del peso complessivo di questa Superbike di ben 10kg, portandolo ad un incredibile valore di riferimento per il settore pari a 165kg (peso a secco).

La compatta struttura monoscocca, fusa in alluminio per aumentarne le caratteristiche di resistenza, utilizza il motore Superquadro come elemento strutturale e contribuisce a ridurre di ben 5kg il peso complessivo della moto. Il telaio monoscocca è fissato direttamente alla testa del motore e, nella parte anteriore, alloggiano due boccole in alluminio nelle quali, a loro volta, sono inseriti i cuscinetti del cannotto di sterzo. Oltre ad assolvere alla funzione classica di telaio, il monoscocca funge anche da air-box (al suo interno sono infatti alloggiati, oltre al filtro dell’aria, i corpi farfallati ed il circuito carburante completo di iniettori), sfruttando il fondo del serbatoio in alluminio da 17 litri come coperchio di chiusura. Questo, per riuscire ancora una volta nell’impresa di utilizzare un solo componente per svolgere le funzioni di due.

Se per i cilindri è stata mantenuta la configurazione bicilindrica a L a 90° caratteristica di Ducati, la parte termica del motore è stata ruotata all’indietro di altri 6° intorno all’albero motore se paragonata con quella del 1198, per consentire agli ingegneri di modificare l’equilibro dei pesi tra anteriore e posteriore. Ciò consente inoltre una geometria di sterzo con 24,5° di inclinazione del cannotto e 100mm di avancorsa. Il forcellone monobraccio, interamente realizzato in fusioni d’alluminio e che offre la possibilità di una regolazione del fulcro a 4 livelli, contribuisce ad incrementare l’interasse a 1.437mm e portando la distribuzione dei pesi sulla 1199 Panigale a 52% all’anteriore e 48% al posteriore per un pilota di media corporatura.

Con l’impianto di scarico riposizionato sotto il motore, il telaietto posteriore anch’esso fuso in lega di alluminio, è diventato considerevolmente più leggero e si fissa inoltre direttamente al motore Superquadro, mentre il telaietto anteriore in magnesio, vero e proprio peso piuma, è direttamente collegato alla monoscocca e fornisce un solido appoggio per il proiettore, il cruscotto e il cupolino. Questa combinazione tra risparmio di peso e centralizzazione delle masse migliora in maniera sostanziale l’agilità complessiva del veicolo.

Sospensioni innovative – Nelle 1199 Panigale R adotta la tecnologia dei Riding Mode Ducati applicata alle regolazioni delle sospensioni grazie al sistema DES (Ducati Electronic Suspension) di Öhlins sia all’anteriore che al posteriore. La forcella anteriore Öhlins NIX30 da 43mm è regolabile elettronicamente in compressione ed estensione mentre la regolazione del precarico è manuale. Le forcelle della 1199 Panigale, presentano un interasse di montaggio maggiorato, tipico delle moto da corsa del Mondiale Superbike. Grazie a questo accorgimento, anche i dischi freno sono montati in posizione allargata consentendo un raffreddamento ottimale in ogni condizione di impiego. Il pacchetto elettronico è completato da un ammortizzatore di sterzo regolabile.

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La sospensione posteriore Öhlins TTX36 utilizza tecnologia a doppio tubo TTX per consentire la regolazione completamente separata del freno in compressione ed estensione riducendo il rischio di cavitazione in condizioni estreme. Il gruppo è interamente regolabile elettronicamente in compressione ed estensione mentre la regolazione del precarico molla è manuale. La gestione delle regolazioni delle sospensioni elettroniche è possibile sia tramite i Riding Mode sviluppati dai piloti e collaudatori Ducati, sia in modalità indipendente, per consentire al pilota di personalizzare e salvare le proprie impostazioni. Le regolazioni digitali del freno idraulico vengono trasmesse da una centralina dedicata che pilota gli attuatori meccanici delle sospensioni.

Per la sospensione posteriore della Panigale è previsto il montaggio laterale, pratico ed elegante. Questo posizionamento inedito rende il gruppo perfettamente accessibile per le regolazioni del precarico molla e altezza da terra. Inoltre l’intero sistema è stato concepito per consentire una regolazione del leveraggio ed ottenere così due diverse caratteristiche della sospensione posteriore: da “progressiva” per l’uso stradale con passeggero a bordo, a lineare (“flat”), idonea all’uso in pista, semplicemente variando il punto di fissaggio del bilanciere all’asta di reazione e la lunghezza dell’asta di reazione stessa (fissa in 2 posizioni). L’esecuzione di queste due operazioni consente quindi di variare le caratteristiche dinamiche della sospensione posteriore senza variare l’altezza sella e quindi l’assetto della moto. Per variare in maniera continua l’altezza da terra è sufficiente quindi operare sulla vite di registro presente sull’ammortizzatore posteriore (appositamente realizzato con interasse variabile).

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La versione R, inoltre, offre la possibilità di regolare la posizione del fulcro forcellone in 4 diverse altezze per consentire al pilota la scelta della configurazione migliore in termini di controllo del mezzo, sia al massimo angolo di piega che in fase di uscita curva. La regolazione avviene operando su un sistema composto da eccentrici che permettono di posizionare l’asse del fulcro forcellone in altezze fisse, con step di 2mm, nel range +2mm e – 4mm rispetto alla configurazione standard in uso sugli altri modelli della gamma 1199 Panigale. In estrema sintesi, le opzioni a disposizione sono: + 2mm; 0; – 2mm; – 4mm. Ognuna di esse è identificabile grazie a riferimenti numerici posti su eccentrici (parte mobile del sistema) e supporti porta pedane pilota (parti fisse del sistema).

Impianto frenante di ultima generazione – La gamma 1199 Panigale è equipaggiata con le pinze Monoblocco Brembo M50 di ultima generazione, caratterizzate dal loro design compatto, che consente un risparmio di peso pari a 0.5kg. Le pinze, lavorate da un singolo blocco in lega, offrono maggiore rigidità e resistenza alla deformazione nelle frenate più estreme. L’incremento del rendimento idraulico che ne deriva non soltanto assicura un’efficienza frenante spettacolare ma migliora anche la precisione e la sensibilità alla leva del freno. Le doppie pinze Monoblocco Brembo hanno ciascuna quattro pistoncini da 30mm che lavorano su dischi da 330mm garantendo un’eccezionale efficienza frenante.

ABS sportivo – La 1199 Panigale R utilizza la più recente tecnologia ABS di impronta sportiva per consentire la piena integrazione con i tre Riding Mode preimpostati da Ducati. Il sistema, che sfrutta il processore di ultima generazione 9ME Bosch, abilita l’applicazione integrale dell’ABS soltanto all’anteriore in modalità Race, consentendo l’iniziale deriva del posteriore in frenata all’ingresso in curva durante l’uso in pista. È inoltre previsto un sofisticato sistema di rilevamento del “sollevamento del posteriore” attivo in modalità Sport e potenziato in modalità Wet. Senza nulla togliere alla sensibilità alla leva, queste caratteristiche avanzate riducono gli spazi di frenata ottimizzando la distribuzione della potenza frenante e garantendo un’ottima stabilità del veicolo. L’ABS avanzato, può anche essere disattivato attraverso la strumentazione del cruscotto.

Ruote e pneumatici – La 1199 Panigale R monta eleganti cerchi neri a 3 razze forgiati e lavorati di macchina realizzati da Marchesini. Questi cerchi da 3,5 pollici all’anteriore e 6,00 pollici al posteriore che consentono cambi di direzione ancora più rapidi e prestazioni migliorate in accelerazione e frenata. La 1199 Panigale ‘calza’ in esclusiva gli pneumatici Pirelli Diablo Supercorsa SP, la versione stradale degli pneumatici utilizzati nella Superstock 1000 FIM Cup: 120/70 ZR17 all’anteriore e 200/55 x ZR17 al posteriore, i più larghi mai montati su una Ducati Superbike stradale.

Progettato per mantenere traiettorie precise in rettilineo e in curva, lo pneumatico posteriore 200/55 x ZR17 massimizza efficacemente l’area di contatto e la velocità di piega, associando la larghezza da 200mm ad un profilo più elevato. I tecnici di Pirelli e Ducati hanno collaborato per arrivare ad una perfetta sinergia tra profili all’anteriore e posteriore, che garantisce un feeling senza paragoni e una straordinaria agilità direzionale in ingresso di curva, grazie alla tecnologia monoscocca utilizzata per la ciclistica. Gli pneumatici moto utilizzano strutture e mescole derivanti direttamente dall’esperienza Pirelli nel Campionato del Mondo Superbike e sono caratterizzati da carcasse appositamente studiate per garantire rigidità nelle frenate estreme e spalle progettate per massimizzare l’area di contatto; inoltre, la doppia mescola del battistrada contiene polimeri che facilitano il riscaldamento rapido e il grip costante.

Tecnologia elettronica – La 1199 Panigale R è il punto d’arrivo dell’elettronica innovativa sviluppata da Ducati e convalidata in pista. È dunque particolarmente indovinata la scelta di affidare l’organizzazione, gestione e visualizzazione dell’elettronica alla strumentazione integrale TFT, proposta per la prima volta nel settore motociclistico sulla Ducati Diavel e poi ulteriormente raffinata sulla gamma 1199 Panigale. L’avanzatissimo pacchetto elettronico comprende una versione ulteriormente sviluppata del sistema Ducati Data Analyser (DDA+) e i Ducati Riding Mode, che ora riuniscono ABS, Ducati Electronic Suspension (DES), Ducati Traction Control (DTC), Ducati Quick Shift (DQS), Engine Brake Control (EBC) Ride-by- Wire (RbW) integrale e strumentazione TFT (Thin Film Transistor). La 1199 Panigale R utilizza il sistema DQS (Ducati Quick Shift) e la sua incredibile potenza è valorizzata al massimo dal sistema ABS di impronta sportiva e dal sistema Ducati EBC (Engine Brake Control) progettato per migliorare la stabilità in fase di decelerazione.

I Riding Mode Ducati – Introdotti per la prima volta nel 2010, i Riding Mode di Ducati hanno segnato un punto di svolta nel settore dell’ingegneria motociclistica, consentendo di scegliere fra tre modalità preimpostate per offrire un assetto perfettamente adattabile al pilota e alle condizioni ambientali. Ciascun Riding Mode è programmato per variare istantaneamente il “carattere” del motore e l’assetto delle sospensioni, oltre ai livelli di ABS, DTC e EBC, anche durante la guida. Le modalità disponibili sono il risultato della combinazione di tecnologie dedicate estremamente avanzate.

Un sistema elettronico denominato Ride-by-Wire (RbW) – la cui calibrazione è stata ottimizzata per il 2013 – utilizza diverse mappature per regolare l’erogazione di potenza, mentre il sistema DES (Ducati Electronic Suspension) di Öhlins offre differenti livelli di settaggio per la taratura automatica delle sospensioni. Il DTC (Ducati Traction Control) utilizza otto diversi livelli di interazione per massimizzare il controllo riducendo lo slittamento del retrotreno e il processore di ultima generazione del sistema ABS garantisce la massima efficienza anti-bloccaggio dei freni. Infine, l’EBC effettua il monitoraggio della decelerazione dell’albero motore nelle frenate estreme e regola l’apertura delle farfalle del sistema RbW per mantenere un’aderenza ottimale.

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Riding Mode Race – Selezionando il Riding Mode Race, il pilota può contare su 195CV di erogazione illimitata, con risposta diretta del RdW all’apertura del gas e un assetto delle sospensioni specifico per la pista. La modalità Race riduce anche il livello di intervento del DTC, predispone l’EBC per prestazioni agonistiche e l’ABS per l’attivazione al solo anteriore con riduzione del meccanismo anti-sollevamento del posteriore, riconfigurando istantaneamente il cruscotto secondo una visualizzazione orientata alla pista.

Riding Mode Sport – Selezionando il Riding Mode Sport, il pilota può contare, su strada o in pista, su 195CV di erogazione con risposta “morbida” del RdW all’apertura del gas e su un assetto delle sospensioni di tipo sportivo. Nella modalità Sport, il livello d’intervento del DTC è leggermente superiore, l’EBC è predisposto per prestazioni sportive e l’ABS per l’attivazione sia all’anteriore che al posteriore con potenziamento del meccanismo anti- sollevamento del posteriore.

Riding Mode Wet – Il Riding Mode Wet mette a disposizione del pilota, su strada o in pista, 120CV di erogazione con risposta “morbida” del RdW all’apertura del gas, livello superiore d’intervento del DTC, ECB adeguato alle condizioni ambientali, DQS disattivato, ABS completamente attivato e un assetto delle sospensioni ottimizzato per condizioni di scarso grip. Per la 1199 Panigale R poi sono state introdotte alcune modifiche al display per gestire al meglio l’alto regime dei giri.

Strumentazione TFT – La strumentazione della 1199 Panigale utilizza il rivoluzionario cruscotto TFT (Thin Film Transistor) creato da Ducati: l’unità, di pura derivazione sportiva, applica la più avanzata tecnologia nel campo della visualizzazione dati. La configurazione del display a colori è variabile e si adatta automaticamente al Riding Mode selezionato, per garantire la massima chiarezza delle informazioni a seconda delle condizioni ambientali, arrivando addirittura ad invertire i colori dei caratteri e dello sfondo in caso di visibilità critica.

Il cruscotto ad alta definizione visualizza i giri/min nell’intervallo 1000-12,500 su un indice che compie un angolo di 90° all’estremità superiore sinistra dello schermo principale, aggiungendo barre luminose alla visualizzazione in maniera incrementale man mano che aumenta la velocità del motore, e ingrandendo una ad una le principali cifre dell’indice (da 1 a 12) quando viene raggiunto il valore corrispondente. Durante i primi 1000km di rodaggio, l’area arancione dell’indicatore di giri si riduce automaticamente dal valore normale di 10.500 al valore inferiore di 6.000 giri/min. Una volta terminata la fase di rodaggio, l’area arancione si riporta automaticamente nel suo range normale da 11.000-12.000 giri/min, ma in fase di riscaldamento del motore, è programmata per partire da 8.000 giri/min, passando poi a 9.000 per stabilizzarsi infine sull’impostazione standard da 11.000 giri/min al raggiungimento della temperatura di regime del motore.

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Nella parte inferiore del display, da sinistra a destra, sono visibili lo stato attuale e/o le impostazioni dei Riding Mode, ABS, DTC, DQS e EBC, mentre nella parte destra dello schermo è presente un indicatore marce ad alta leggibilità con visualizzazione da N a 6; l’orario è invece visibile nell’angolo superiore sinistro del display.

Nei Riding Mode “Road” e “Wet”, la velocità del veicolo diventa protagonista e viene visualizzata a cifre ingrandite in una posizione centrale sul display, mentre due riquadri di “informazioni supplementari” sottostanti offrono indicazioni di default sul chilometraggio totale, a sinistra, e temperatura del liquido di raffreddamento motore, a destra. È possibile scorrere le visualizzazioni sia a sinistra che a destra durante la marcia, evidenziando le percorrenze parziali 1 e 2 e la percorrenza in riserva nel box informativo di sinistra con il pulsante di scorrimento verso l’alto posto sul blocchetto elettrico, e il consumo istantaneo e medio, la velocità media, la durata viaggio, e la temperatura aria nel box informativo di destra con il pulsante di scorrimento verso il basso.

Nel Riding Mode “Race”, il display si riconfigura automaticamente ridimensionando la visualizzazione del numero dei giri, e spostando la visualizzazione della velocità del veicolo, ora meno importante, nel box informativo inferiore di sinistra e facendo spazio per l’ultimo tempo sul giro, visualizzato a grandi cifre in posizione centrale sul display. Una volta attivata, la funzione tempo sul giro è gestibile manualmente con il pulsante di lampeggio proiettori posto sul blocchetto elettrico oppure automaticamente con il DDA+ con funzione GPS.

A moto ferma, il display della 1199 Panigale R funge anche da quadro comandi altamente fruibile, consentendo di personalizzare e poi salvare le impostazioni di ABS, EBC, DES, DTC, DQS e RbW all’interno di ciascun Riding Mode. Oltre alla visualizzazione degli ultimi 30 giri registrati, per ogni registrazione sono indicati il numero del giro e la velocità e regime massimo raggiunti durante il giro stesso.

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Icone fisse poste sul lato sinistro del display principale, organizzate dall’alto verso il basso, fungono da indicatori della freccia sinistra, abbaglianti, ABS disattivato e folle, mentre le icone sul lato destro, dal basso verso l’alto, corrispondono alla freccia destra, pressione dell’olio, riserva carburante ed elettronica motore. Sono previste inoltre icone di conto alla rovescia che compaiono sul display per ricordare le scadenze di manutenzione programmata. Una striscia di luci rosse che partendo dai margini destro e sinistro attraversa la parte superiore del cruscotto, si illumina con andamento incrementale crescente per segnalare il fuorigiri: un primo segmento pari al 25% in corrispondenza di 11.000 giri/min, 50% a 11.200, 75% a 11.400 e 100% al congiungimento delle due strisce con lampeggio della barra superiore centrale. Sotto la barra di indicazione del fuori giri in posizione superiore centrale si trova una seconda barra che si illumina di luce arancione in fase di interazione del DTC.

Ducati Data Analyser+ (DDA+) – Il Ducati Data Analyser (DDA) – comprensivo di software e di una scheda USB di recupero dati – consente di valutare le prestazioni di moto e pilota, presentando graficamente specifici canali di dati. DDA+ rappresenta l’ultima generazione del Ducati Data Analyser e introduce la funzione GPS che registra automaticamente i tempi sul giro ogniqualvolta la 1199 Panigale R taglia la linea del traguardo in un circuito. Quando il pilota, tagliando il traguardo, preme il pulsante di lampeggio proiettori, il sistema altamente innovativo registra le coordinate relative a tale posizione e provvede poi a registrare ogni tempo sul giro successivo al completamento delle varie tornate.

Il DDA, strumento essenziale sulle moto da corsa, consente di registrare numerosi canali di dati tra cui apertura del gas, velocità del mezzo, regime del motore, marcia selezionata, temperatura del motore, distanza percorsa, giri e tempi sul giro. È stato introdotto un canale dedicato per la registrazione dell’indice DTC, presentandolo come una traccia grafica che mostra l’entità dell’interazione da parte del DTC in fase di slittamento del posteriore. Dopo un giro in moto o una sessione in pista, i dati sono scaricabili per confrontare e analizzare nei minimi dettagli le prestazioni di pilota e moto.

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Ducati Electronic Suspension (DES) – La 1199 Panigale R è equipaggiata con sospensioni Öhlins dotate del sistema DES (Ducati Electronic Suspension). Questa tecnologia consente la regolazione automatica del freno idraulico in estensione e compressione, sia tramite i Riding Mode, sia in modalità indipendente, per consentire al pilota di personalizzare e salvare le proprie impostazioni. Le regolazioni digitali del freno idraulico realizzate per mezzo della strumentazione del cruscotto vengono trasmesse da una centralina dedicata che pilota gli attuatori meccanici delle sospensioni.

Ducati Traction Control (DTC) – Il sistema DTC, un grande successo Ducati, è stato perfezionato per la gamma 1199 Panigale e completamente integrato nel pacchetto dell’elettronica di tutte le versioni. Sfrutta la logica software messa a punto per i modelli Ducati Corse utilizzati nei Campionati del Mondo MotoGP e Superbike e consente di scegliere tra otto profili, sviluppati da un team di piloti e collaudatori professionisti. Il sistema, accessibile dal blocchetto elettronico posto a sinistra e visualizzabile sulla strumentazione TFT, consente di scegliere tra gli otto profili disponibili: ciascuno di essi è stato programmato per offrire un valore di tolleranza allo slittamento del posteriore da uno a otto. Se il livello otto aiuta ad acquisire sicurezza, attivandosi al minimo rilevamento di slittamento con un elevato grado di interazione, il livello uno, riservato a piloti molto esperti, è caratterizzato da maggior tolleranza e quindi da minimo intervento. Il sistema DTC e il livello selezionato sono costantemente visualizzati sulla strumentazione, per ricordare al pilota qual è l’attuale livello di interazione in seguito a una modifica del Riding Mode selezionato.

Una volta selezionato un profilo adatto alle condizioni della strada o della pista e commisurato allo stile di guida, sensori posti sulle ruote anteriore e posteriore effettuano comparazioni del differenziale di velocità per rilevare interruzioni della trazione posteriore (slittamento o wheel spin). Il DTC sceglie poi la miglior combinazione tra due diversi tipi di correzioni elettroniche istantanee, calcolate in base a dati provenienti da fonti multiple. La prima fase di interazione “leggera” del sistema viene gestita da un software ad alta velocità che realizza correzioni elettroniche istantanee della fasatura di accensione, determinando diversi valori di ritardo dell’accensione per ridurre l’erogazione di coppia del motore. Se il software del DTC rileva che la prima fase di interazione “soft” del sistema risulta insufficiente a controllare lo slittamento, esso continua a ritardare l’accensione e ordina alla centralina di comando del motore di attivare una procedura di taglio dell’iniezione ad incremento costante, fino al taglio dell’iniezione completo, se richiesto.

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Durante entrambe le fasi di interazione, una spia arancione, situata entro il campo visivo periferico del pilota lungo il margine superiore del cruscotto, si illumina per segnalare l’attivazione del DTC. Man mano che il sistema rileva che il differenziale di velocità tra le due ruote si va gradualmente riequilibrando, esso ripristina in maniera incrementale la mappatura originale. Questo ripristino “morbido” e attentamente programmato dell’erogazione è il segreto del funzionamento eccezionalmente fluido del sistema.

Ducati Quick Shift (DQS) – Il cambio elettronico Ducati Quick Shift (DQS), solitamente impiegato nelle competizioni, consente di inserire le marce senza l’utilizzo della frizione e mantenendo il gas aperto, facendo risparmiare preziose frazioni di secondo e contribuendo in maniera significativa a ridurre i tempi sul giro. Il sistema DQS, oltre a minimizzare i tempi di cambiata, favorisce un flusso d’aria ininterrotto attraverso i corpi farfallati durante l’intero processo di passaggio a marce superiori.

Il sistema comprende un microinterruttore integrato nel cinematismo della leva del cambio che, in corrispondenza dell’azionamento del cambio per le cambiate in salita, invia un segnale alla centralina di controllo motore. La centralina, in base all’analisi di parametri come la marcia, i giri motore ed il valore di apertura dell’angolo farfalla, interviene tagliando sia accensione che iniezione per un intervallo di tempo dell’ordine dei millesimi di secondo Questa interruzione della trazione calcolata elettronicamente permette di cambiare marcia senza dover intervenire sulla frizione o chiudere il comando del gas.

Engine Brake Control (EBC) – L’EBC (Engine Brake Control) è stato messo a punto da Ducati Corse per aiutare i piloti ad ottimizzare la stabilità dei veicoli in condizioni estreme di ingresso in curva, bilanciando le forze di coppia positive e negative alle quali è sottoposto lo pneumatico posteriore in condizioni di applicazione intensiva del freno motore. L’EBC effettua il monitoraggio della posizione della farfalla, della marcia selezionata e della decelerazione dell’albero motore durante le frenate estreme, e regola con precisione le aperture del gas del sistema RbW per equilibrare le forze di coppia applicate allo pneumatico. L’EBC è dotato di un sistema operativo a tre livelli accessibile dal cruscotto e integrato automaticamente nei suoi tre Riding Mode per assistere ulteriormente il pilota in maniera straordinariamente efficiente.

“Superquadro”: il motore della 1199 Panigale – Standard di riferimento estremo.

La progettazione senza compromessi del Superquadro ha permesso di ottenere un nuovo riferimento nel segmento più estremo e competitivo, quello delle supersportive, orgoglio e immagine della prestigiosa storia motoristica delle Superbike Ducati. Nell’innovativo motore Superquadro (così chiamato per il rapporto esasperato tra alesaggio e corsa corta), la potenza è stata incrementata fino a 195CV, valore di riferimento assoluto per un bicilindrico di produzione, mentre la coppia è stata portata a 13.5kgm e, grazie ai Riding Mode a disposizione del pilota, sarà possibile dosarne l’erogazione in base a stile e condizioni di guida. Il motore è stato costruito in maniera tale da consentire una drastica riduzione del peso complessivo del veicolo. Ducati, sempre alla ricerca della perfezione prestazionale, è inoltre riuscita ad allungare gli intervalli di manutenzione portandoli a 24.000km.

Architettura del motore – Il motore è stato pensato come elemento strutturale del telaio, e pertanto, la sua architettura è stata completamente rivista per garantire la miglior progettazione possibile in termini di conformazione, distribuzione del peso e robustezza. I cilindri, sempre disposti a 90° l’uno rispetto all’altro, sono stati ruotati all’indietro di 6° intorno ai carter del motore, fino ad ottenere un angolo di 21° tra il cilindro anteriore e il piano orizzontale. Ciò ha consentito di collocare il motore più avanti di 32mm, per migliorare la distribuzione dei pesi tra l’anteriore e il posteriore ed ottenere il perfetto posizionamento dei punti d’attacco delle teste nel telaio monoscocca della Panigale.

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I carter del motore, ottenuti per pressofusione sottovuoto grazie alla tecnologia Vacural® che garantisce massimo risparmio di peso, spessori delle pareti omogenei e resistenza meccanica superiore, sono modellati in maniera tale da incorporare la camera d’acqua attorno alle canne del cilindro. Il motore Superquadro è dotato di canne riportate in alluminio con rivestimento nicasil, inserite nei fori di alloggiamento del basamento durante le fasi iniziali di montaggio. Questa progettazione consente di fissare la testa direttamente sul carter, coniugando le necessità di rigidezza della struttura del motore con un vantaggio notevole in termini di compattezza dimensionale dello stesso. Le canne con le loro pareti sottili rendono inoltre possibile un efficace scambio termico con il refrigerante che scorre lungo le pareti.

I coperchi frizione, quelli delle teste e la coppa olio sono tutti ottenuti per fusione in lega di magnesio, al fine di garantire il minimo peso del motore pur garantendo la voluta resistenza meccanica.

I carter del motore si distinguono per l’impiego di bronzine di banco dell’albero motore ciò consente di incrementare il diametro dei perni di banco dell’albero motore, permettendo contemporaneamente un aumento della sezione del basamento nella zona circostante i supporti di banco, in modo da massimizzare la rigidezza e la resistenza meccanica adeguandola all’erogazione di potenza estrema del Superquadro. Nel 2013 la nuova 1199 Panigale R fa un ulteriore passo avanti con l’introduzione di bielle in titanio in grado di alleggerire i componenti di ben 0.63kg ed un volano alleggerito di 0.7kg. Questa riduzione del peso unito all’aumento della potenza permette anche un ulteriore aumento del valore regime massimo di 500 giri/minuti, arrivando ora a 12.000 giri/minuto.

La lubrificazione dei perni di banco avviene mediante olio in pressione immesso attraverso opportune canalizzazioni interne del basamento. In questo modo si assicura l’efficiente lubrificazione del albero motore, seguita da un rapido recupero dell’olio grazie ad un componente Ducati, una pompa a lobi che mette in depressione il vano imbiellaggio come nei motori utilizzati per le competizioni MotoGP.

La pompa è movimentata da un albero trascinato da una cascata di ruote dentate realizzate in uno speciale tecno-polimero ad alta resistenza e mantiene la zona del carter motore sottostante i pistoni in condizioni controllate di depressione costante, riducendo la resistenza che l’imbiellaggio incontra nel suo moto rotatorio a regimi molto elevati ed assicurando un’efficace recupero dell’olio di lubrificazione in qualsiasi condizione di utilizzo del motore.

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Dimensionamento estremo – Nel calcolare la configurazione ottimale per ottenere una trasformazione epocale dell’erogazione di potenza del bicilindrico a L, gli ingegneri di Ducati e Ducati Corse hanno incrementato la velocità del motore e ne hanno migliorato la fluidodinamica grazie ad un incredibile alesaggio e corsa da 112mm x 60.8mm. Uno studio approfondito condotto su potenza e guidabilità ha permesso di raggiungere un’erogazione da 195CV a 10.750giri/min e una coppia da 13.5kgm a 9.000giri/min. Il rapporto alesaggio/corsa da 1.84 incrementa brillantemente i giri grazie alla corsa ultracorta dell’albero motore, e la maggior superficie del pistone consente una maggiorazione dei diametri delle valvole di aspirazione fino a 46.8mm e di scarico fino a 38.2mm.

La combinazione di diametri valvola molto grandi e regimi elevati, introduce sollecitazioni inerziali notevoli. Per controllare questo aspetto e garantire la corretta affidabilità del sistema, le valvole di aspirazione sono realizzate in una speciale lega di titanio. Nella nuova 1199 Panigale R le valvole sono comandate da bilancieri di derivazione sportiva, “superfiniti” per ridurre l’attrito e aumentare la resistenza a fatica e rivestiti con un coating speciale (DLC: diamond like carbon).

L’origine racing dei pistoni del Superquadro è evidente nel fondello con doppia travatura, concepito per combinare massima resistenza e rigidezza, consentendo di ridurre le superfici di spinta del pistone stesso, a favore di un maggior contenimento degli attriti. Grazie alla tecnologia sviluppata da Ducati Corse, questa progettazione consente ai pistoni dal diametro di 112mm di operare in maniera affidabile a regimi molto elevati.

L’elevata portata di aria e benzina che il motore è in grado di elaborare, grazie alla maggiorazione del diametro delle valvole di aspirazione, viene opportunamente garantita dai corpi farfallati di sezione ovale, portati da un diametro equivalente di 63.9 fino ad un impressionante 67.5mm. I corpi farfallati vengono comandati mediante un sistema full Ride-by-Wire in modo indipendente uno dall’altro e sono dotati di 2 iniettori ciascuno: il primo disposto sotto la farfalla e destinato ad alimentare il motore nelle condizioni di utilizzo a basso carico, il secondo, disposto sopra la farfalla, viene attivato quando al motore si richiede di esprimere le maggiori performance.

Potenza pulita – Dopo aver centrato l’obiettivo di migliorare la respirazione del motore, i progettisti del Superquadro si sono concentrati sulla sfida successiva: realizzare una calibrazione motore che permetta di combinare in modo ottimale l’erogazione di elevate prestazioni ed un funzionamento regolare ottenuto riducendo la dispersione ciclica della combustione. Per ottenere questo risultato, Ducati ha introdotto un sistema di aria secondaria che assicura il completamento dell’ossidazione degli idrocarburi incombusti, riducendo efficacemente i livelli di HC e CO. Il sistema viene controllato da una valvola elettronica comandata dalla centralina motore, e viene attivata in funzione di specifiche condizioni di funzionamento del motore. Questa valvola permette di immettere nel condotto di scarico di ogni testa (in una posizione appena a valle della valvola di scarico) un flusso d’aria pulita proveniente direttamente dall’airbox. Una seconda valvola a lamella, collocata nella testa motore, rende unidirezionale questo flusso. L’immissione controllata di ossigeno permette di completare la combustione dei gas caldi in uscita, eliminando eventuali frazioni di carburante incombusto che in determinate condizioni possono raggiungere lo scarico.

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Irrinunciabile Desmo – Un motore tanto estremo sottolinea ancora di più il carattere irrinunciabile del sistema Desmodromico utilizzato in esclusiva da Ducati. Viste le alte velocità alle quali opera il Superquadro e le dimensioni maggiorate delle valvole, i bilancieri non riuscirebbero a seguire i profili di chiusura spinti delle camme se si affidassero a comuni molle. Nel sistema Desmo invece, le valvole vengono chiuse meccanicamente con una tecnica e una precisione analoghe a quelle della fase di apertura, consentendo di realizzare i profili delle camme più spinti e fasature “estreme” che permettono il raggiungimento delle prestazioni target richieste al progetto. Questo sistema, utilizzato su tutti i modelli Ducati, dimostra la sua validità anche sulle Superbike e le Desmosedici MotoGP di Ducati Corse.

Il potere della precisione – Le valvole maggiorate e il preciso sistema Desmodromico, sono guidate da una configurazione mista a catena ed ingranaggi. Una catena a bussole di tipo tradizionale collega l’albero motore ad una ruota di rinvio montata sulla testa. La ruota presenta una doppia dentatura: quella che riceve il moto dalla catena e quella che trasmette il moto alle due ruote dentate fissate rispettivamente sugli alberi a camme di aspirazione e scarico. Il posizionamento degli ingranaggi alle estremità degli alberi a camme è variabile all’interno di asole di regolazione per la massima precisione di fasatura. La distribuzione a catena consente quindi un’efficiente trasmissione del moto tra albero motore e rinvio alberi a camme e, grazie alla regolazione automatica del tensionamento, garantisce affidabilità costante e riduzione dei costi di manutenzione ordinaria.

All’estremità dell’albero a camme di scarico di ogni testa è collocato un decompressore centrifugo. In fase di avviamento, il dispositivo permette di modificare il profilo del lobo di apertura dell’albero a camme, determinando una leggera alzata della valvola in grado di scaricare parte della miscela contenuta nella camera di combustione durante la fase di compressione del motore. Tale effetto permette quindi di ridurre la resistenza offerta al moto del pistone nella fase di compressione. Una volta avviato il motore, l’incremento dei giri e la relativa forza centrifuga modificano la configurazione del dispositivo, annullando quindi l’effetto di alzata valvola e riportando il motore nelle normali condizioni di funzionamento.

Questo ingegnoso dispositivo facilita l’avviamento del motore Superquadro senza dover ricorrere ad una batteria più potente ed a un motorino d’avviamento di grandi dimensioni, e ciò ha consentito di ridurre il peso complessivo del veicolo di circa 3,3kg. Questo sistema sottolinea ulteriormente lo sforzo sinergico compiuto da ingegneri e progettisti alla ricerca esasperata del risparmio di peso.

Trasmissione – La frizione a bagno d’olio è una novità per una Superbike Ducati al vertice della gamma. La progettazione della frizione, molto simile rispetto ai modelli Multistrada e Diavel, prevede un sistema ad asservimento progressivo che permette di incrementare il carico sui dischi senza penalizzare lo sforzo alla leva richiesto al pilota per il disimpegno della frizione. Questo risultato coniuga in modo ottimale il requisito di trasmissione di coppie elevate ed un ottimo confort per il pilota. In condizioni di guida sportiva, con scalate repentine e forti trasferimenti di freno motore, lo stesso meccanismo riduce la pressione sui dischi della frizione, consentendole di lavorare nella modalità antisaltellamento di pura derivazione sportiva, che contrasta la perdita di stabilità del retrotreno durante le scalate aggressive offrendo il vantaggio di un ottimo controllo in staccata.

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