Cosa è l’aquaplaning: Come Guidare in modo sicuro Quando Piove

OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 secondo i TEST Gomme del TCS

Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Bridgestone Turanza T005

★★★★

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Vredestein Sportrac 5

★★★★

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Michelin Crossclimate +

★★★

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Goodyear Efficient Grip Performance

★★★

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Firestone Roadhawk

★★★

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Kumho Ecowing ES01

★★★

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Maxxis Mecotra 3

★★★

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Toyo Proxes CF2

★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★

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Falken Ziex ZE310 Ecorun

★★★

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Semperit Comfort-Life 2

★★★

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Giti GitiSynergy E1

★★★

Petlas Imperium PT515

★★★

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Hankook Kinergy Eco 2

★★★

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Pirelli Cinturato P1 Verde

★★★

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Linglong Green-Max HP010

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 - TEST Gomme del TCS

Con l’arrivo della stagione autunnale e poi invernale, le possibilità di pioggia aumentano e le probabilità di acquazzoni improvvisi con pozzanghere sulle strade sono sempre maggiori; tutte queste situazioni possono causare condizioni stradali estremamente pericolose se l’auto inizia a scivolare sull’acqua.

Il rischio di aquaplaning è maggiore in curva o nei solchi, dove possono accumularsi diversi centimetri di acqua tra lo pneumatico e la strada. Tuttavia, è possibile guidare in modo sicuro anche in caso di pioggia se si seguono alcuni semplici suggerimenti!

Vediamo quindi nello specifico Cosa è l’aquaplaning e come evitarlo.

Da definizione l’aquaplaning è un effetto che si verifica quando, su strada bagnata i pneumatici perdono aderenza con l’asfalto  e il veicolo inizia a sbandare diventando ingovernabile.

Tra i vari fattori che determinano l’aquaplaning troviamo lo spessore del velo d’acqua sull’asfalto, la velocità del veicolo, il peso del veicolo e la larghezza del battistrada degli pneumatici. Quanto infatti maggiore è la dimensione delle gomme (es. 225/40 R18, dove 225 indica i millimetri di larghezza della gomma = 22 centimetri e mezzo), tanto più il fenomeno è facilitato perché maggiore è l’impronta a terra e di conseguenza maggiore risulta la superficie opposta al velo d’acqua sulla strada.

Da qui nasce l’importanza di equipaggiare la propria auto con pneumatici caratterizzati da un buon battistrada: l’effetto aquaplaning si può verificare già a 60 km /h se lo spessore del battistrada non è sufficientemente alto.

È ottima regola quindi tenere sotto controllo i solchi principali delle vostre gomme auto, cioè quelli più profondi che corrono lungo tutta la circonferenza della gomma. Un pneumatico per auto ha , infatti, il compito di espellere l’acqua che si interpone tra ruota e il manto stradale; le scolpiture del battistrada “frammentano” il velo d’acqua espellendola  verso i lati del pneumatico, che a 100 km/h drena 5-8 litri d’acqua al secondo.

Indice

Aquaplaning: cosa lo causa

Cosa Fare per contrastare l’aquaplaning

Pneumatici in buone condizioni: il miglior alleato

Pneumatici in autunno – inverno

Prevenire l’Aquaplaning

Come Guidare sicuro con la pioggia

Aquaplaning: cosa lo causa

Come quindi accennato, il fenomeno aquaplaning è causato principalmente dalle grandi pozzanghere che si formano sulla sede stradale, sede stradale che se non perfettamente regolare potrebbe presentare delle cavità in cui l’acqua ha di conseguenza modo di creare pozze profonde alcune volte anche decine di centimetri.

Un buon aiutante è sicuramente l’asfalto drenante, asfalto drenante che purtroppo in Italia, a differenza di altri paesi Europei viene impiegato quasi esclusivamente in Autostrada. L’asfalto drenante è un materiale contraddistinto da elevata porosità in gradi di lasciare dei piccoli vuoti che ne caratterizzano la struttura.

Il risultato è di conseguenza una pavimentazione aperta e porosa: in caso di pioggia queste caratteristiche permettono all’acqua di scendere fino allo strato impermeabile e, grazie ad una leggera pendenza, di farla scivolare verso i bordi della strada.

L’asfalto drenante presenta pregi notevoli in termini di maggiore durata (il 30% in più rispetto al normale asfalto) ed in termini di assorbimento del rumore veicolare. Inoltre un tratto stradale con dell’asfalto drenante oltre ad avere una durata di 7 anni (rispetto ai 5 dell’asfalto normale), stando alle statistiche riduce del 25% la percentuale degli incidenti, grazie alla sua migliore aderenza asfalto-pneumatico.

Cosa Fare per contrastare l’aquaplaning

Quando una vettura va in aquaplaning, per prima cosa bisogna  NON FARSI PRENDERE DAL PANICO! Anche se non è facile e non siamo tutti piloti professionisti ci sono alcune avvertenze che sicuramente fanno la differenza: in caso di aquaplaning quindi è bene non fare nessuna reazione brusca con il volante, volante che va tenuto ben saldo con le mani posizionate alle re 9 e 15 e cercare di mantenere la direzione delle ruote più diritta possibile.

Una volta entrati nella pozza d’acqua e non rilasciare di colpo l’acceleratore e soprattutto MAI FRENARE.

Non bisogna frenare in quanto una brusca frenata (lo so non è facile non spostare il piede sul freno in condizioni di pericolo) sottoporrebbe la vettura al rischio sbandata; altresì, non accelerare ma alleggerire leggermente la pressione sul pedale (in modo da ridurre ulteriormente la velocità del veicolo) e aspettare la fine della pozzanghera che ha causato l’aquaplaning.

Quindi ricapitolando, quando si guida con la pioggia, due cose sono importanti: la velocità e le condizioni degli pneumatici. Quando la superficie stradale è coperta d’acqua e gli pneumatici sono usurati, la prima cosa da fare è quella di ridurre la velocità.

Pneumatici in buone condizioni: il miglior alleato

Matti Morri, Technical Customer Service Manager di Nokian, uno tra i maggiori produttori di gomme in Europa spiega quanto siano fondamentali i pneumatici in inverno, specialmente se in buone condizioni.

Temporali e pneumatici mediocri non sono una buona combinazione. Però, se si va veloci, l’auto è destinata a scivolare sull’acqua anche se monta buoni pneumatici. Con pioggia battente, è necessario rallentare di almeno 15-20 km/h per consentire al battistrada di espellere l’acqua che si trova tra lo pneumatico e la strada.

Anche con buoni pneumatici il pericolo di aquaplaning rimane; se gli pneumatici auto sono usurati l’aquaplaning è quasi inevitabile. In un test del magazine finlandese Tekniikan Maailma, uno pneumatico estivo di alta qualità e in buone condizioni cominciò a slittare su una strada dritta, quando c’erano 6 mm di acqua sull’asfalto e l’auto viaggiava a 80 km/h. Uno pneumatico estivo usurato iniziò l’aquaplaning già a 70 km/h e uno pneumatico invernale non chiodato ebbe una performance peggiore.

I vantaggi di un buon set di pneumatici sono più evidenti in autunno

Più lo pneumatico è nuovo, meglio funziona in ogni condizione. Di conseguenza, più lo pneumatico è usurato e più ridotto è lo spessore del battistrada, più probabilità ci sono di incorrere nell’aquaplaning. Questo è dovuto al fatto che il volume delle scanalature è troppo piccolo per trattenere l’acqua tra lo pneumatico e la strada.

Lo spessore del battistrada di uno pneumatico estivo nuovo è di circa 8 millimetri. La legge consente di guidare anche con pneumatici di 1.6 mm ma in realtà (secondo Nokian) questi pneumatici non sono più sicuri. Secondo Nokian infatti gli pneumatici dovrebbero essere sostituiti quando il loro spessore è prossimo ai 4 mm. Quando è minore, il rischio di aquaplaning è più elevato.

Anche la pressione degli pneumatici ha un grosso impatto sul comportamento dell’auto durante la pioggia. Controllarla in modo regolare ripaga, poiché una pressione eccessivamente bassa aumenta il rischio di aquaplaning e incide sulle proprietà di guida dello pneumatico.

Profondità degli intagli del battistrada

  • Per legge, lo spessore delle gomme deve essere di almeno 1,6 millimetri su tutta la superficie. Ma questo è un “valore limite”, che non assicura le migliori prestazioni soprattutto su terreno bagnato.

Pressione Gomme

  • Uno pneumatico leggermente sgonfio peggiora la stabilità in curva e rende il veicolo insicuro sul bagnato. La pressione normale di esercizio è indicata sul libretto d’uso; se il veicolo è molto carico e si prevede un viaggio lungo, è opportuno aumentarla leggermente.
  • Le pressioni di esercizio determinano l’efficacia dei pneumatici e, se non esatte, compromettono il comportamento del veicolo, causano usure non regolari con derivanti fenomeni di rumorosità di rotazione, insieme ad una sensibile riduzione di fluidità ed aumento del consumo di carburante.

Integrità dello pneumatico

  • Tagli e lacerazioni sui fianchi della gomma auto possono essere pericolosi se hanno intaccato le “tele” della struttura. Cambialo senza esitazioni. Ricorda che un pneumatico nuovo, appena montato, necessita di almeno un centinaio di km di “rodaggio” e di stabilizzazione prima di fornire il meglio delle proprie performance. Per i primi 100 km, quindi, guidate “piano”. Su ogni asse gli pneumatici inoltre per legge, i pneumatici devono essere uguali dello stesso tipo.

Prevenire l’Aquaplaning

L’aquaplaning si verifica quando si forma uno strato d’acqua tra lo pneumatico e la strada e la sensazione che si avverte è quella di slittare sull’acqua. L’auto non risponde più alla sterzata e perde aderenza. Un’auto che non si riesce a controllare può causare grossi problemi.

Ecco perché bisognerebbe prevenire le situazioni pericolose ed evitare di guidare nei solchi.

Matti Morri sottolinea: Non capisco perché molte persone continuino a guidare nei solchi quando piove, proprio quando il rischio di aquaplaning è più alto. Inoltre, l’asfalto è più ruvido e logora gli pneumatici. Ecco perché si dovrebbe evitare.

In sintesi, suggerimenti per guidare in modo sicuro in caso di pioggia:

  • Ridurre la velocità
  • Fare attenzione ai solchi pieni d’acqua, dove il rischio di aquaplaning è più alto
  • Usare pneumatici in buone condizioni e con spessore del battistrada adeguato
  • Controllare la pressione degli pneumatici
  • Se si verifica l’aquaplaning .. mantenere la calma
  • Premere la frizione e togliere il piede dall’acceleratore per ridurre la velocità
  • Non girare lo sterzo da una parte all’altra, ma puntarlo nella direzione di marcia finché non si riacquista il controllo
  • Non frenare o accelerare durante l’aquaplaning, in quanto in questo modo si riduce ancora di più l’aderenza

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