OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 secondo i TEST Gomme del TCS

Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Bridgestone Turanza T005

★★★★

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Vredestein Sportrac 5

★★★★

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Michelin Crossclimate +

★★★

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Goodyear Efficient Grip Performance

★★★

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Firestone Roadhawk

★★★

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Kumho Ecowing ES01

★★★

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Maxxis Mecotra 3

★★★

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Toyo Proxes CF2

★★★

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Continental Premium Contact 5

★★★

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Falken Ziex ZE310 Ecorun

★★★

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Semperit Comfort-Life 2

★★★

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Giti GitiSynergy E1

★★★

Petlas Imperium PT515

★★★

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Hankook Kinergy Eco 2

★★★

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Pirelli Cinturato P1 Verde

★★★

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Linglong Green-Max HP010

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici ESTIVI 2019 - TEST Gomme del TCS

Sono sempre più frequenti le richieste di chiarimento circa la durata di uno pneumatico e la sua correlazione con la data di fabbricazione e la sicurezza del prodotto. Assogomma in più occasioni ha spiegato che la data di fabbricazione o di produzione di una gomma non è un’informazione che ha una diretta correlazione né con la durata, né con la sicurezza del prodotto.

La data di fabbricazione, che deve essere riportata obbligatoriamente sul fianco di ogni pneumatico, serve al Costruttore e non all’utilizzatore finale per poter rintracciare un intero lotto di produzione nel caso di necessità specifiche.

Molti confondono la data di fabbricazione con la sigla DOT: sono due marcature ben diverse tra loro sia per contenuto tecnico che per valenza normativa.

La prima è una marcatura obbligatoria nell’Unione Europea, mentre il DOT è richiesto per il solo mercato USA. Comunque, in entrambi i casi, queste marcature non hanno alcuna attinenza specifica né con la durata del prodotto, né con la sua sicurezza.

dot-gomme

A conferma, recentemente la severa amministrazione nazionale degli Stati Uniti per la sicurezza del traffico nazionale NHTSA (National Highway Traffic Safety Administration), ha dichiarato che “non è necessario aggiungere un requisito legato all’invecchiamento del pneumatico, ai suoi standard di sicurezza” per tre ragioni:

Gli attuali standard di sicurezza hanno reso le gomme più sicure. Gli pneumatici montati sulle vetture si comportano sempre meglio, come dimostrato dai più recenti dati relativi agli incidenti. I TPMS (i sistemi di monitoraggio della pressione) hanno aiutato, ed aiuteranno sempre di più gli automobilisti, ad accorgersi dei problemi legati al sottogonfiaggio.

Ma allora quanto dura un pneumatico?

A parità di prodotto, la durata è principalmente influenzata da due fattori.

1 – le condizioni di utilizzo, ovvero la combinazione tra stile di guida e veicolo sul quale il pneumatico è montato. Più dettagliatamente s’intendono carichi, velocità, mantenimento delle pressioni di gonfiaggio, tipologia e condizioni delle strade, urti dovuti a buche/marciapiedi, esposizione ad agenti atmosferici (sole, acqua, ecc.).

2 – lo stato di conservazione direttamente correlato al corretto immagazzinamento. Più dettagliatamente si intendono tutti quei fattori che possono influire sull’invecchiamento del prodotto: temperatura, umidità, fonti di calore, luce e raggi ultravioletti, contatto o vicinanza con altre sostanze quali ad esempio solventi, idrocarburi, olii e grassi, ecc.

La durata di un pneumatico – afferma Fabio Bertolotti, Direttore di Assogomma – dipende da una serie di elementi diversi, non prevedibili all’atto della produzione, e quindi non è possibile determinarla preventivamente. Infatti, a livello normativo, non esistono prescrizioni o limitazioni di impiego direttamente riferite e/o collegabili alla data di fabbricazione, né effetti sulle condizioni commerciali. Di conseguenza alcuni recenti articoli sull’argomento risultano essere privi di fondamento.

Da decine d’anni vengono definite specifiche raccomandazioni europee (ETRTO), consultabili e scaricabili dal sito www.pneumaticisottocontrollo.it, che forniscono precise indicazioni per ottimizzare le condizioni di immagazzinamento. Queste raccomandazioni sono seguite scrupolosamente dalle Aziende leader nella produzione di pneumatici che investono ingenti risorse non solo in ricerca, per migliorare il prodotto ai fini prestazionali, ma anche per assicurare nel tempo elevati standard di sicurezza stradale.

I rivenditori specialisti, ovvero i gommisti, – dice Renzo Servadei, Direttore di Federpneus – devono rispettare scrupolosamente queste raccomandazioni fornendo un servizio di manutenzione di qualità, cioè impiegando attrezzature idonee e opportunamente controllate, unitamente ad una professionalità specifica nel campo.

Per queste ragioni Assogomma e Federpneus invitano a fare riferimento a marchi di pneumatici di Aziende leader ed a rivolgersi a professionisti del montaggio/smontaggio gomme così da avere prodotti e servizi di qualità che durano nel tempo a prescindere dalla loro data di fabbricazione.

Sono invece da evitare acquisti di prodotti di dubbia provenienza e qualità, spesso venduti senza prova d’acquisto e quindi privi di garanzia legale, come pure montaggi effettuati da soggetti improvvisati o addirittura “fai da te” che possono dare luogo a seri problemi di sicurezza.

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