Yokohama e Magri entrano in Ecopneus e applicano l’eco-contributo

OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici INVERNALI 2018 secondo i TEST Gomme del TCS

Modello

Valutazione TCS

Prezzo Amazon

Continental WinterContact TS860

★★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★★

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Dunlop Winter Sport 5

★★★★

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Dunlop Winter Response 2

★★★★

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Michelin Alpin 5

★★★

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Kleber Krisalp HP 3

★★★

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Nexen Winguard SnowG WH2

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Bridgestone Blizzak LM 001 Evo

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Yokohama BluEarth Winter (V905)

★★★

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Kumho WinterCraft WP51

★★★

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Giti Winter W1

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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Firestone Winterhawk 3

★★★

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Nokian WR D4

★★★

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Goodyear UltraGrip 9

★★★

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Debica Frigo 2

★★★

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Esa+Tecar Super Grip 9

★★★

Sava Eskimo S3+

★★★

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Vredestein Snowtrac 5

★★★

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Pirelli Cinturato Winter

★★★

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OFFERTE AMAZON: I Migliori Pneumatici INVERNALI 2018 secondo i TEST Gomme del TCS

È stato approvato da pochissimo, eppure l’eco-contributo sta già raccogliendo consensi. Dopo le aziende originali, vale a dire Bridgestone, Continental, Goodyear, Dunlop, Marangoni, Michelin e Pirelli, adesso anche Yokohama e Magri hanno deciso di entrare a far parte di Ecopneus, il consorzio che si occuperò di far valere il contributo e di rendere regolare e ampia l’operazione di recupero dei pneumatici esausti. Anche per i pneumatici prodotti da queste due aziende, quindi, sarà necessario indicare nello scontrino fiscale l’importo del contributo dedicato allo smaltimento e al riciclaggio delle gomme una volta che queste finiranno il loro ciclo vitale. Il contributo varia a seconda del pneumatico, partendo da 1,50 € per i ciclomotori fino ad arrivare a 326 € per i grandissimi pneumatici industriali.

Ecopneus avrà il compito di gestire le operazioni di recupero per tutti i pneumatici gestiti dalle aziende che compongono il consorzio, attraverso una rete di ben 30.000 autofficine e gommisti. Si tratta di un primo vero passo verso la completa regolarizzazione del recupero delle gomme, dato che entro la fine dell’anno l’intento è di recuperare almeno il 25% dei pneumatici esausti venduti nel 2010, mentre entro il 2013 l’obiettivo è di coprire la totalità dei prodotti venduti. Piano piano saranno sempre di più le case produttrici che aderiranno al progetto, anche perché la regolamentazione e i pagamenti di coloro che fanno parte di Ecopneus sono molto più limpidi e trasparenti.

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