Hankook Ventus evo Z torna nel Super Sport: battistrada asimmetrico, cintura aramidica, mescola racing e 25 misure per strada e pista.
Hankook Ventus evo Z è il nuovo pneumatico estivo Super Sport con cui Hankook rientra nel segmento delle coperture stradali ad alte prestazioni pensate anche per l’uso in pista. Non è un semi-slick puro, ma un prodotto intermedio: più utilizzabile su strada rispetto a una gomma estrema da track-day, ma sviluppato per offrire stabilità, rigidità del battistrada e precisione di guida superiori a quelle di un estivo sportivo convenzionale.
Il codice prodotto è Z001. La gamma annunciata comprende 25 misure da 18 a 21 pollici, con larghezze da 225 a 355 mm e rapporti d’aspetto da 25 a 45. La destinazione tecnica è chiara: sportive stradali, auto da tuning evoluto, vetture da track-day e modelli ad alte prestazioni come Porsche 911, BMW M, Audi RS e Mercedes-AMG.
Perché è importante: il punto d’incontro tra UHP e semi-slick
Il Ventus evo Z nasce per coprire una zona tecnica molto precisa: quella tra un pneumatico UHP/UUHP stradale e una gomma semi-slick più specialistica. È un equilibrio difficile, perché le esigenze sono quasi opposte. Su strada servono omologazione, drenaggio dell’acqua, prevedibilità, durata e comportamento accettabile anche fuori dalla finestra termica ideale. In pista, invece, contano rigidità dei tasselli, impronta a terra stabile, resistenza al surriscaldamento, precisione dello sterzo e capacità di mantenere il grip giro dopo giro.
Hankook dichiara per il pneumatico Super Sport un battistrada e una durata superiori rispetto a un semi-slick, ma anche caratteristiche vicine a quelle richieste nella guida in circuito. È proprio qui che il prodotto diventa interessante: non promette di sostituire una gomma racing pura, ma di offrire un set utilizzabile per arrivare in pista su strada, girare con un livello elevato di prestazione e rientrare senza passare da carrello, cambio gomme o coperture dedicate.
Questo tipo di pneumatico è sempre più centrale per le sportive moderne. Le auto ad alte prestazioni hanno potenze elevate, masse spesso importanti, impianti frenanti molto efficaci e assetti capaci di generare carichi laterali considerevoli. In queste condizioni, la gomma diventa il vero elemento di trasferimento tra telaio e asfalto: se la carcassa si deforma troppo, se il battistrada si muove o se la mescola degrada rapidamente, anche la migliore architettura sospensiva perde precisione.

Battistrada asimmetrico: più appoggio dove serve davvero
Il Ventus evo Z utilizza un disegno asimmetrico in-out, con zone interne ed esterne differenziate. L’obiettivo è dare stabilità in appoggio, progressività nei trasferimenti di carico e capacità di scaricare a terra la potenza alle alte velocità. Le scanalature hanno profondità e larghezze diverse, mentre il lato esterno lavora con una geometria della scanalatura ottimizzata per la curva.
Dal punto di vista dinamico, questa scelta serve a ridurre la deformazione dei blocchi quando la gomma lavora sotto carico laterale. In curva, soprattutto su auto pesanti e potenti, la spalla esterna è la zona più sollecitata: deve sopportare la compressione verticale, il carico laterale e le variazioni rapide di impronta. Una spalla troppo morbida rende lo sterzo meno diretto, peggiora la lettura del limite e aumenta il rischio di surriscaldamento localizzato.
Le closed cut lateral groove, cioè scanalature trasversali chiuse o non completamente collegate ai canali principali, sono pensate proprio per aumentare la superficie di contatto e irrigidire i tasselli in appoggio. La presenza di tie-bar, piccoli elementi di collegamento tra i blocchi, aiuta a limitare il movimento relativo dei tasselli. In pratica, il battistrada asimmetrico non è progettato solo per fare disegno, ma per controllare in modo meccanico la deformazione della gomma quando lo pneumatico viene portato vicino al limite.

Cintura aramidica: stabilità dimensionale sotto carico
Il secondo elemento chiave è la cintura rinforzata con fibre aramidiche. Hankook la descrive come una soluzione pensata per aumentare la rigidità del battistrada e mantenere la stabilità della forma sotto sollecitazioni elevate. La funzione è cruciale: a velocità elevate il pneumatico non lavora come un corpo rigido, ma subisce deformazioni centrifughe, flessioni laterali, variazioni termiche e compressioni ripetute.
Una cintura aramidica più stabile aiuta a mantenere più costante l’impronta a terra, riducendo la differenza tra ciò che il pilota chiede allo sterzo e ciò che la gomma riesce effettivamente a trasmettere al suolo. Su una sportiva con assetto rigido, carreggiate larghe e pneumatici ribassati, questa stabilità si traduce in tre effetti concreti: risposta più netta all’inserimento, maggiore precisione nella fase di percorrenza e migliore resistenza alla deformazione quando il pneumatico entra in temperatura.
Mescola con liquid resin: il grip deve resistere alla temperatura
Il terzo pilastro tecnico riguarda la mescola. Hankook dichiara l’impiego di liquid resin e di una resina solida ad alto punto di rammollimento, con ispirazione racing. In termini pratici, le resine servono a modulare il comportamento viscoelastico della gomma: quanto rapidamente genera aderenza, come reagisce al calore, quanto mantiene grip quando viene sollecitata e quanto resiste al decadimento prestazionale.
Per una gomma strada-pista, il punto più delicato non è solo il picco di aderenza, ma la capacità di non collassare termicamente dopo pochi giri o dopo ripetute frenate violente. La resina ad alta temperatura ha quindi un ruolo logico: mantenere più stabile il comportamento della mescola quando il battistrada si scalda. La resina liquida, invece, può contribuire alla rapidità con cui la gomma costruisce grip e alla coerenza dell’aderenza su fondi diversi.

Misure, indici e compatibilità: una gamma da sportive vere
La gamma annunciata copre 25 misure da 18 a 21 pollici, con larghezze da 225 a 355 mm e spalle da 25 a 45. È un ventaglio coerente con vetture ad alte prestazioni, soprattutto con configurazioni differenziate tra anteriore e posteriore. Le larghezze più elevate sono pensate per assali posteriori molto caricati, tipici di coupé sportive, supersportive e berline ad alte prestazioni con potenze importanti.
Quasi tutte le misure sono contrassegnate con indice di velocità (Y), quindi omologate per velocità superiori a 300 km/h; le restanti hanno marcatura Y, fino a 300 km/h. È un dato coerente con il target del prodotto: non basta sopportare la velocità massima, serve mantenere forma, stabilità e integrità sotto carico prolungato.
Un aspetto spesso trascurato è il rapporto tra misura, peso e masse non sospese. Le misure più larghe e ribassate migliorano l’impronta e la precisione, ma possono aumentare inerzia rotazionale, sensibilità alle sconnessioni e carico sulle sospensioni. La scelta della misura non è quindi solo estetica o prestazionale: influisce su sterzo, comfort, frenata, assorbimento e risposta dell’assetto.
Il contesto: dalla MINI John Cooper Works GP alla HWA EVO
Il Ventus evo Z non nasce in un vuoto tecnico. Hankook aveva già sviluppato il Ventus TD per la MINI John Cooper Works GP, una gomma track-day omologata per uso stradale pensata per portare l’auto dal parcheggio al circuito senza cambio pneumatici.
Il nuovo Hankook Ventus evo Z viene invece collegato alla HWA EVO, reinterpretazione moderna della Mercedes-Benz 190 E 2.5-16 Evo II. Questo non rende automaticamente il Ventus evo Z una gomma da motorsport, ma ne chiarisce il posizionamento: un prodotto che vuole trasferire logiche di sviluppo pista su un pneumatico omologato per la strada.
Ventus evo Z contro semi-slick: cosa cambia davvero
La differenza principale rispetto a un semi-slick puro è l’utilizzabilità. Una gomma semi-slick tende a privilegiare la massima impronta a terra sull’asciutto, spesso con scolpitura ridotta, finestra termica più specifica e minore versatilità su bagnato o in uso quotidiano. Il Ventus evo Z, almeno sulla carta, cerca un compromesso più ampio: più battistrada, maggiore durata dichiarata rispetto a un semi-slick e prestazioni ancora adatte alla pista.
Rispetto a un UHP stradale tradizionale, invece, l’accento si sposta verso rigidità, consistenza e grip laterale. La presenza di spalla esterna rinforzata, cintura aramidica e mescola ad alta temperatura suggerisce che la priorità non sia la massima silenziosità o il minor consumo energetico, ma la capacità di mantenere controllo quando il pneumatico viene caricato con decisione. Questo lo rende più adatto a chi usa realmente la vettura in modo sportivo, non solo a chi cerca un’estetica aggressiva su cerchi grandi.
La conseguenza pratica è chiara: su strada il pneumatico estivo sportivo dovrebbe offrire più precisione e sostegno rispetto a una gomma turistica o sportiva meno estrema, ma richiederà attenzione a temperatura, pressione, geometrie assetto e usura. In pista, invece, il suo valore si misurerà soprattutto nella costanza: non il singolo picco di aderenza, ma la capacità di mantenere la prestazione dopo ripetuti cicli di carico, frenata e accelerazione.

Hankook Ventus evo Z è un pneumatico Super Sport estivo pensato per chi vuole usare la stessa gomma su strada e in circuito senza passare a un semi-slick puro. La sua identità tecnica ruota attorno a tre elementi: battistrada asimmetrico con spalla esterna irrigidita, cintura aramidica per stabilizzare l’impronta e mescola con resine sviluppate per resistere meglio alle alte temperature.
È un prodotto che punta meno al comfort assoluto e più alla precisione dinamica, alla stabilità alle alte velocità e alla coerenza del grip sotto stress. La vera prova arriverà dai test indipendenti: frenata sul bagnato, rumorosità reale, resistenza al degrado in pista, comportamento dopo più cicli termici e usura su strada saranno i parametri decisivi. Ma sul piano tecnico il messaggio è già chiaro: Hankook non sta semplicemente aggiungendo una gomma sportiva alla gamma, sta tornando in un segmento dove la differenza la fanno struttura, temperatura e controllo dell’impronta a terra.
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