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Michelin XTRA POWER L5** 26.5 R25, il nuovo pneumatico per pale gommate

Michelin XTRA POWER L5** 26.5 R25 debutta per pale gommate da cava e miniera: più capacità di carico, maggiore robustezza e migliore stabilità operativa

Nel segmento OTR, e in particolare nell’impiego gravoso di cave e miniere, il pneumatico resta uno dei componenti più determinanti per la produttività reale della macchina. Non è soltanto un elemento di contatto con il terreno: è parte integrante della capacità di trasferire coppia a terra, sopportare carichi elevati, assorbire le sollecitazioni dei cicli di lavoro più duri e proteggere la continuità operativa della pala gommata.

È in questo scenario che si inserisce il nuovo MICHELIN XTRA POWER L5** 26.5 R25, una misura sviluppata per pale gommate ad alta potenza chiamate a lavorare in condizioni estreme, dal fronte cava al trasporto forestale, passando per applicazioni caratterizzate da abrasione elevata, urti continui e ritmi di impiego molto intensi.

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Un pneumatico pensato per le nuove pale gommate ad alta potenza

La logica tecnica del nuovo prodotto è chiara: i costruttori stanno introducendo macchine sempre più grandi, più potenti e con benne di capacità superiore, e questo impone un adeguamento profondo anche del pneumatico. Michelin risponde con una copertura che punta a rafforzare tre aree chiave: capacità di carico, trasmissione di coppia e resistenza strutturale.

Secondo i dati forniti dal costruttore, il nuovo XTRA POWER L5** 26.5 R25 arriva a una capacità di carico fino a 18,5 tonnellate, con un incremento del 23% rispetto alla generazione precedente presa a riferimento. In ambito loader, più capacità di carico significa maggiore compatibilità con l’evoluzione delle macchine, ma anche migliore gestione delle fasi di carico e trasferimento quando il pneumatico è sottoposto a compressioni cicliche molto elevate.

Battistrada, struttura e trasmissione della coppia

Dal punto di vista costruttivo, Michelin sottolinea di aver lavorato su una struttura innovativa con blocchi di gomma curvilinei e distanziati. In un pneumatico L5 destinato a pale gommate, la geometria del battistrada deve contemperare esigenze spesso in contrasto: da un lato serve una massa di gomma importante per resistere a tagli, abrasioni e impatti; dall’altro occorre controllare le deformazioni locali nell’area di impronta per evitare concentrazioni di stress che accelerano usura, surriscaldamento e danneggiamenti.

La scelta di tasselli curvilinei e separati va letta proprio in questa direzione: distribuire meglio le tensioni sulla superficie di contatto, migliorare la progressività del lavoro del battistrada e aumentare la protezione complessiva della carcassa nelle condizioni più severe.

A questa architettura si affianca un intervento mirato su battistrada e spalle, entrambi rinforzati per migliorare la trasmissione di coppia. Su una pala gommata che lavora in cava, la capacità di scaricare coppia a terra senza dispersioni eccessive è direttamente collegata alla rapidità con cui la macchina affronta le fasi di penetrazione nel cumulo, spinta, manovra a pieno carico e ripartenza su fondo sconnesso. Un pneumatico più efficace sotto questo profilo può contribuire a ridurre pattinamenti, contenere fenomeni di usura irregolare e rendere più costante il comportamento della macchina durante i cicli ripetitivi.

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Robustezza, durata e protezione contro le condizioni estreme

Il nuovo MICHELIN XTRA POWER L5** è stato sviluppato per ambienti dove il problema non è soltanto fare presa, ma soprattutto sopravvivere a lungo in presenza di superfici abrasive, pietre, detriti e continui impatti localizzati. Michelin dichiara una robustezza migliorata grazie al disegno del battistrada e a una mescola di gomma dedicata, oltre a un potenziale di usura superiore rispetto al riferimento interno e a un vantaggio nei confronti di un concorrente preso a campione nei test comparativi indicati nel comunicato.

Più precisamente, l’azienda parla di un potenziale di durata del 7% superiore rispetto al MICHELIN XLDD2 e di un valore del 15% superiore rispetto al competitor considerato nella comparazione interna certificata dal centro R&D Michelin di Ladoux nel 2025. Sono dati aziendali, ma indicano chiaramente la direzione dello sviluppo: aumentare la resa chilometrica e la resistenza all’usura in un contesto dove ogni fermo macchina ha un impatto economico elevato.

Michelin evidenzia inoltre che queste soluzioni contribuiscono a ridurre il rischio di slittamento del tallone sul cerchio e a prevenire usure precoci. In applicazioni heavy-duty, questo punto è strategico perché le pale gommate moderne generano coppie elevate, carichi impulsivi e trasferimenti dinamici che possono mettere sotto forte stress la zona del tallone, soprattutto quando la macchina lavora con frequenti inversioni, trazione elevata e forti variazioni di appoggio.

La nuova protezione della carcassa

Sul piano della carcassa e della protezione strutturale, il costruttore parla dell’introduzione di una ulteriore tela metallica in sommità e di strati protettivi aggiuntivi. Per un pneumatico destinato a cava e miniera, si tratta di una scelta coerente con l’obiettivo di alzare la soglia di resistenza ai danneggiamenti. La sommità del pneumatico, insieme alle spalle, è infatti una delle aree più esposte a tagli, perforazioni e aggressioni meccaniche.

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Autodesk VRED Professional 2024.2

Stabilità della macchina, comfort e sicurezza operativa

C’è poi il tema della pressione di esercizio, con la possibilità dichiarata di utilizzare questa misura fino a 7,5 bar. Michelin collega questo valore a un miglioramento della stabilità della macchina del 20% rispetto al riferimento interno. In termini dinamici, il dato è rilevante perché nelle pale gommate la stabilità del pneumatico influisce sulla precisione della macchina nelle fasi di traslazione, sulla gestione dei carichi durante le manovre e sul comfort percepito dall’operatore.

Un pneumatico più stabile riduce i movimenti parassiti della carcassa, supporta meglio la struttura del mezzo e può rendere meno affaticanti i cicli di lavoro intensivi, soprattutto quando il fondo è irregolare e le velocità operative sono sostenute. In questo senso, comfort e sicurezza sono conseguenze dirette della capacità del pneumatico di controllare deformazione, temperatura e risposta strutturale sotto carico.

Ricostruibilità e costo totale di esercizio

Molto interessante anche il fatto che il MICHELIN XTRA POWER L5** 26.5 R25 sia dichiarato ricostruibile. In ambito OTR, la ricostruibilità non è un dettaglio accessorio, ma una componente chiave del costo totale di esercizio. Un pneumatico progettato per essere ricostruito in modo efficace consente di estendere la vita utile della carcassa, migliorare il ritorno economico dell’investimento iniziale e inserire il prodotto in una logica industriale più efficiente anche dal punto di vista della gestione delle risorse.

Come si posiziona nella gamma Michelin

Dal punto di vista di gamma, questa nuova misura si inserisce nel percorso già avviato da Michelin con il MICHELIN XTRA POWER L5*** 35/65 R33 lanciato nel 2021 e amplia l’offerta dedicata alle pale gommate. Il posizionamento del 26.5 R25 è particolarmente interessante perché va a presidiare una fascia di utilizzo molto concreta, dove la richiesta non è quella di massimizzare un solo parametro, ma di ottenere un equilibrio tra robustezza, capacità di carico, motricità, durata e protezione del mezzo.

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Il valore tecnico del nuovo XTRA POWER L5**

In sintesi, il MICHELIN XTRA POWER L5** 26.5 R25 appare come un pneumatico sviluppato con una missione precisa: adeguarsi alla crescita dimensionale e prestazionale delle pale gommate moderne senza perdere di vista robustezza e continuità operativa. I numeri comunicati da Michelin parlano di più carico, più stabilità e più longevità potenziale; i contenuti tecnici raccontano invece un lavoro più profondo su struttura, battistrada, protezione e gestione della coppia.

Ed è proprio qui che si misura il valore del prodotto: non nell’annuncio in sé, ma nella capacità di trasformare queste soluzioni in maggiore efficienza sul campo, meno fermi e più resa per ogni ora di lavoro della macchina.

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