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News Auto

Audi RS 5 in Marocco: primo drive tra Marrakech e Atlante per la nuova RS plug-in Hybrid

La world premiere è solo l’inizio. La nuova Audi RS 5 ha appena affrontato uno dei battesimi più significativi per un’auto ad alte prestazioni: un primo drive in condizioni reali, su un mix di scenari che mette davvero a nudo carattere, controllo e coerenza del progetto.

Il teatro è il Marocco, con due “pianeti” opposti ma complementari: il Circuit de Marrakech e le strade a tornanti dell’Atlante.

È qui che la prima RS ad alte prestazioni plug-in hybrid firmata Audi Sport ha mostrato la sua idea di sportività elettrificata: prestazione senza compromessi, precisione e un’atleticità diversa, più moderna, capace di cambiare ritmo e pelle in pochi secondi.

All’alba, Marrakech è un mix di energia e atmosfera: muri color argilla rossa, aria fresca sopra l’asfalto e quel sottofondo inconfondibile fatto di voci nei mercati, profumi di spezie e vicoli della medina.

A pochi chilometri, però, cambia tutto: l’orizzonte si apre e compaiono le montagne dell’Atlante, con valli brulle, cime innevate e tornanti lunghi che si arrampicano verso i passi. È un contesto che non perdona, perché alterna grip e sporco, asfalto perfetto e tratti irregolari, curve strette e cambi di direzione rapidi. Esattamente il tipo di “stress test” che serve per capire se una sportiva moderna riesce a essere veloce, precisa e utilizzabile senza trasformarsi in un oggetto estremo.

La RS 5 in pista: agilità e controllo come priorità

Il Circuit de Marrakech è stato trasformato in un percorso tecnico, con curve strette, slalom e aree dedicate al drift: non una semplice passerella, ma un set pensato per misurare rapidità di risposta e qualità di gestione della coppia. Fin dalle prime accelerazioni, la RS 5 mette in chiaro un concetto: lo sterzo viene “letto” con immediatezza e la vettura risponde in modo diretto, pulito e consistente. La distribuzione della coppia lavora in continuo, adattandosi alla situazione per rendere l’auto svelta in inserimento e stabile quando il ritmo sale.

Audi RS 5 Sedan

Il cuore della dinamica, qui, è la nuova architettura quattro con Dynamic Torque Control.

Parliamo di torque vectoring elettromeccanico al retrotreno: la coppia viene trasferita tra le ruote posteriori con velocità e precisione, così da ottenere più agilità, più stabilità e una trazione gestibile anche quando si esce forte dalle curve più lente.

Il risultato, nelle condizioni “da corso guida” (slalom, cambi di carico rapidi, drift zone), è una vettura che resta composta: non si scompone, non perde lucidità, e soprattutto mantiene una sensazione di equilibrio che aiuta a fidarsi della linea e dell’appoggio.

La svolta RS: arriva il plug-in hybrid ad alte prestazioni

Per la prima volta, la nuova Audi RS 5 adotta un sistema plug-in hybrid. La base termica è un V6 2.9 biturbo, abbinato a un motore elettrico da 130 kW, per una potenza di sistema di 470 kW (639 CV) e una coppia massima di 825 Nm.

I numeri sono importanti, ma la sensazione che conta davvero su strada e in pista è un’altra: la spinta elettrica rende l’accelerazione immediata, più “pronta” ai comandi, soprattutto quando si richiede potenza in modo improvviso. È quel tipo di risposta che cambia il carattere dell’auto nei transitori: ingresso-uscita curva, rilanci brevi, riprese in salita.

Audi Sport sottolinea anche un punto tecnico non banale: la gestione del peso e della massa aggiuntiva legata all’elettrificazione viene sfruttata “in modo intelligente” attraverso l’integrazione tra torque vectoring e assetto RS, con l’obiettivo di ottenere una vettura più stabile e precisa senza perdere la sensazione di agilità.

Dalla pista alle montagne: l’Atlante mette alla prova la versatilità

Lasciata la pista, il percorso si sposta verso l’Atlante, e qui il quadro cambia: non si tratta più di cercare il limite tra i cordoli, ma di verificare quanto una RS moderna sappia essere efficace e credibile anche su strade vere, con superfici non perfette e ritmi che cambiano di continuo. Sui tornanti stretti e sulle salite lunghe, la plug-in hybrid mostra il suo lato più interessante: la capacità di unire prestazione e controllo, senza diventare faticosa.

In questo contesto emerge il lavoro della RS sport suspension con ammortizzatori a doppia valvola (twin-valve). In basso, sui tratti più irregolari, l’assetto riesce ad assorbire anche le piccole sconnessioni senza “sgranare” la carrozzeria. Più in alto, dove la strada diventa più dura e il fondo può cambiare all’improvviso, la risposta è rapida: la vettura riduce in modo sensibile beccheggio e rollio, rendendo la guida più pulita e controllata, soprattutto nei cambi di direzione in sequenza tipici dei passi di montagna.

Modalità elettrica: silenzio nei villaggi, potenza quando serve

Uno dei passaggi più scenografici è anche il più simbolico: in modalità completamente elettrica, la RS 5 può scorrere quasi in silenzio nei villaggi di montagna. Poi, appena il percorso lo richiede — una salita lunga o un tornante che invita a uscire forte — motore termico ed elettrico lavorano insieme per fornire riserve di potenza immediate. È qui che l’elettrificazione diventa “dinamica”, non solo efficiente: non è un semplice contorno, ma un elemento che modella l’erogazione e rende l’auto più reattiva.

Non è solo una questione di numeri o di tecnica. Nel paesaggio marocchino, tra luci radenti e ombre nette, la RS 5 guadagna una presenza particolarmente intensa: spalle larghe, passaruota marcati e frontale tridimensionale con Singleframe che appare ancora più scolpito.

A completare il look ci sono i Matrix LED oscurati e la firma luminosa diurna digitale con disegno ispirato alla bandiera a scacchi, un dettaglio che richiama la pista anche quando si è lontani dai cordoli.

Il test in Marocco racconta bene il senso del progetto: la nuova RS 5 non vuole essere soltanto “da pista” o soltanto “da tutti i giorni”. Vuole essere entrambe le cose, e farlo con un’interpretazione moderna della sportività, dove l’elettrificazione non toglie carattere ma aggiunge prontezza, controllo e versatilità. Dal Circuit de Marrakech ai tornanti dell’Atlante, il messaggio è chiaro: alte prestazioni sì, ma capaci di funzionare davvero ovunque.

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